Sono i due nativi di Akron, Ohio, Stephen Curry e LeBron James, i protagonisti dell’edizione 2022 dell’All-Star Game NBA di Cleveland che si chiude con la vittoria di Team LeBron per 163-160 su Team Durant.
Stephen Curry segna 50 punti con 16 triple a bersaglio e viene nominato MVP della partita, mentre LeBron James segna il canestro della vittoria nel quarto periodo, giocato ormai con il consolidato metodo dell’Elam ending, con un fadeaway dalla media distanza su una gamba sola. Nella “sua” Cleveland, come nelle migliori storie a lieto fine.
LeBron, Curry e la cerimonia per l’introduzione dei migliori 75 giocatori della storia della NBA all’intervallo diventano di fatto la cosa migliore vista all’All-Star Weekend 2022. Edizione della kermesse delle Stelle che ha visto più momenti fiacchi che highlights, va detto.
In 36 minuti di gioco, Stephen Curry ha tenuto un clinic di tiro segnando 16 selle 27 triple tentate, spostando ogni volta un poco più lontano la distanza e la difficoltà. Nel terzo periodo Steph ha acceso il pubblico della Rocket Mortgage Arena segnando un tiro dietro l’altro, con la partecipazione amichevole di una “difesa” che altro non fa che guardarlo tirare.
17 su 30 dal campo per Curry, che mentre si scalda al tiro gioca e scambia parole e cenni col pubblico di Cleveland. Anche se di casa per nascita, Steph è ricordato in Ohio soprattutto per i titoli vinti contro i Cavs tra 2015 e 2018, una rivalità che si sente.
LeBron James è invece Cleveland, in tutto e per tutto, anche se ai Cavs non ci gioca più. LBJ si lascia alle spalle le amarezze di una stagione storta con i suoi Lakers e in campo segna 24 punti (con 2 su 11 da tre), regala spettacolo e schiacciate dal basso dei suoi 37 anni, e si prende anche il lusso di chiudere (per fortuna abbastanza rapidamente) la partita con “Nowitzki” contro Zach LaVine e Joel Embiid.
Joel Embiid che con i suoi 36 punti e 10 rimbalzi sarebbe stato l’automatico MVP se Team Durant avesse vinto. Ma si giocava a Cleveland, e i due di Akron non avrebbero permesso altro finale.
Stephen Curry ha sbriciolato il precedente record di triple segnate all’All-Star Game, che era di 9 e apparteneva a Paul George, e segnato 5 tiri da tre di fila nel terzo quarto, compreso un incredibile tiro da oltre 10 metri contro Trae Young che fa saltare in piedi il pubblico. I suoi 50 punti sono “solo” la seconda miglior prestazione della storia dell’All-Star Game, dietro ai 52 punti di Anthony Davis nel 2017.
L’All-Star Game 2022 è stato anche quello delle defezioni dell’ultimo secondo. Per Team Durant non hanno giocato infatti Chris Paul per infortunio alla mano destra, e Donovan Mitchell, influenzato e costretto ad alzare bandiera bianca: come promesso prima della partita, Paul ha fatto una comparsata in campo di 2 minuti, per poi accomodarsi in panchina assieme a Jimmy Butler (9 minuti) e Fred VanVleet (9 minuti). Per Team Durant i migliori sono stati Embiid, Devin Booker e gli esordienti Dejounte Murray (Spurs) e LaMelo Ball (Hornets).
“Un finale che non avrei neppure sognato“, spiega LeBron James dopo la partita “Mai avrei potuto sognare un finale migliore di questo, segnare il tiro della vittoria all’All-Star Game proprio qui dove sono nato, dove vivono tutti i miei cari (…) Essere qui oggi davanti alla mia famiglia, ai miei ragazzi e ai miei amici, a mia mamma… non c’è cosa migliore“.
“Avrei voluto segnare anche gli ultimi 2 punti“, Scherza Curry “Stavo inseguendo il record, poi LaVine ha segnato da tre e quindi LeBron ha messo quel tiro. Un finale perfetto, io ho vinto l’MVP, ho giocato tutta la partita e lui ha segnato il canestro della vittoria. Visto il nostro legame con Akron e tutto il resto, non si sarebbe potuto disegnare davvero finale diverso, non poteva che andare così”.
E gli “altri” due di Cleveland? Gli esordienti Jarrett Allen e Darius Garland si sono difesi, dopo aver vinto lo Skills Challenge sabato assieme a Evan Mobley, sono rimasti in campo come da copione nel finale di partita. Garland ha chiuso con 13 punti e 3 assist, per Allen 10 punti con 9 rimbalzi.
