Dopo l’ufficialità della sua sospensione, retroattiva, per 8 partite, Ja Morant è riapparso in pubblico per un’intervista-confessione riparatrice su ESPN assieme all’ex giocatore e oggi opinionista Jalen Rose.
Morant ha trascorso alcuni giorni di “ritiro spirituale” in Florida, per allontanarsi dall’attenzione dei media e elaborare quanto accaduto nelle ultime settimane, con i casi mediatici che lo hanno coinvolto sino al climax della diretta Instagram con tanto di pistola esibita in uno strip club di Glendale, Colorado, lo scorso 4 marzo.
La NBA ha comunicato ieri a Ja Morant la sospensione, con un colloquio tra il giocatore il commissioner Adam Silver, per “aver leso l’immagine pubbica” della lega. Il giocatore potrebbe rientrare in campo già lunedì prossimo contro Dallas dopo aver scontato la sua sospensione.
Nell’intervista, Ja Morant ha parlato di come “si sia messo in questa situazione da solo” assieme alla sua cerchia ristretta di amici che lo accompagna e gli fa da guardia del corpo, nei fatti “e ora è il momento di essere più intelligenti e più responsabili, gli uni con gli altri. Forse non sapevamo che cosa ci fosse in gioco, e ora ho avuto il tempo di realizzare, da solo, quanto ho da perdere e quanto abbiamo tutti da perdere. Si tratta di essere più intelligenti e responsabili, e di non prendere cattive decisioni“.
Morant ha definito il colloquio con Adam Silver “aperto, lui ha detto dove dovrò lavorare e migliorare ma mi ha anche mostrato supporto. Io ho accettato e fatto le mie scuse a tutte le persone toccate nella lega, nella mia famiglia e con i miei compagni di squadra, per tutta la negatività che ho portato con le mie azioni“. Ja Morant ha poi spiegato che la famosa pistola mostrata in diretta nel locale non era sua, senza specificare di chi fosse. ha poi aggiunto: “Quello che avete visto non sono io, io sono contro ogni tipo di violenza ma mi prendo la piena responsabilità per le mie azioni, ho comeso un errore grave. Ho dipinto una certa immagine di me ma in futuro, farò vedere a tutti chi è veramente Ja Morant, cambierò la narrativa sul mio conto. Il video? Cercavo solo di essere me stesso, libero, in realtà era una fuga, non avrei dovuto farlo (…) ma io sono una persona diversa da quello che avete visto, totalmente. E’ per questo che mi sono preso del tempo per me, per crescere e migliorare“.
Nella sua confessione, Morant si è dimostrato indulgente su se stesso per gli episodi di cronaca che lo hanno visto coinvolto nelle ultime settimane e mesi, soprattutto nel settembre 2022 e emersi con dovizia di particolari di recente dopo l’archiviazione di ogni indagine a suo carico. “Molto di quello di cui si è parlato, è una bugia. Non ne posso parlare molto perché alcune cose sono ancora in corso, ma non vedo l’ora di poter raccontare davvero che cosa è successo. Posso dire che quello che è stato raccontato, ancora una volta, non sono io. Io amo la mia famiglia e me ne occupo, e stavo salvaguardando la sicurezza della mia famiglia. Solo questo“.
Infine, Ja Morant ha parlato del suo rientro in squadra e spiegato che con tutta probabilità non giocherà lunedì contro i Mavs: “Non vedo l’ora di riprendere dopo la sospensione. L’accetto, la meritavo per i miei errori ma quando tornerò in campo sarò pronto a giocare per il titolo NBA“.

