Questo sabato si alzerà il sipario sui playoff della Serie A e il Taliercio di Mestre sarà la cornice dei primi due atti di un grande classico del campionato italiano: lo scontro tra Umana Reyer Venezia e Banco di Sardegna Dinamo Sassari. Le due formazioni nelle ultime dodici stagioni si sono scontrate ben 36 volte, dando sempre vita a dure battaglie. Due i precedenti nella post-season: ai quarti del 2021 e nella finale scudetto del 2019, con Venezia che si è portata a casa entrambi i confronti (sempre all’ultimo atto).
Venezia e Sassari hanno chiuso entrambe la stagione regolare con 34 punti, ma gli oro-granata hanno ottenuto il quarto seed grazie alla differenza canestri negli scontri diretti (+1): i lagunari hanno infatti vinto in casa di 10 punti, per poi perdere in Sardegna di 9 unità.
Reyer Venezia: un finale di stagione da progonista
Dopo una prima parte di campionato decisamente sottotono, che l’aveva vista precipitare fino al 10° posto in classifica, Venezia si è ripresa e, passo dopo passo, ha risalito la china. La Reyer ha infatti chiuso la propria stagione regolare vincendo 8 delle ultime 9 partite (firmando anche una striscia di 7 successi di fila), conquistando un quarto posto che sembrava un miraggio e centrando quindi l’ottava partecipazione consecutiva ai playoff (la decima in dodici stagioni dal ritorno in Serie A).
Gli oro-granata, che nell’ultima giornata hanno piallato Treviso nel derby veneto, arrivano quindi decisamente carichi all’appuntamento con la post-season. Gran parte del merito è da attribuire a coach Spahija, subentrato in corsa a Walter De Raffaele: il tecnico croato ha saputo riorganizzare e rilanciare la squadra alla grande, trovando partita dopo partita segnali sempre più positivi dai propri giocatori. La difesa è tornata ad essere un marchio di fabbrica e l’attacco ha goduto di nuova fluidità, eliminando le forzature dalla lunga distanza e prediligendo un’efficace circolazione di palla.
Non a caso Bramos e soci hanno chiuso il campionato nella top-10 di tutte le statistiche principali (o quasi): 5° per punti segnati (83.7), 8° per rimbalzi (35.4), 4° per assist (18.2), 6° per stoppate (2.5), 5° per percentuale al tiro da due punti (53.2%) e 2° per percentuale al tiro dall’arco (40.0%). Dati a cui va anche aggiunta la buona mano ai tiri liberi (4° con il 78.1%). Venezia gode inoltre di un sistema dove i protagonisti possono variare da partita a partita, contando su un roster pieno di giocatori pronti a dire la propria. La Reyer conta infatti praticamente cinque giocatori in doppia cifra (Watt, Parks, Granger, Spissu, Willis), ma sono nove in tutto quelli in grado di realizzare 5+ punti a partita (si aggiungono Tessitori, Bramos, Brooks e Moraschini). Così come sono cinque le pedine in grado di catturare almeno 3 rimbalzi a match (Watt, Willis, Parks, Brooks e Tessitori) e tre gli atleti in grado di servire 2+ assist di media (Spissu, Granger e De Nicolao). Insomma, la Reyer ha sicuramente i propri punti di riferimento, ma la forza risiede in un gruppo coeso, pronto al sacrificio e felice di condividere il pallone.
Venezia però presenta, come tutte le squadre, anche dei punti deboli. Su tutti sono due i nei che hanno contraddistinto la stagione degli oro-granata: le troppe palle perse (13.3 di media) e alcuni blackout su ambo le metà campo. Fattori che hanno portato la Reyer a perdere più di una partita e che quindi possono costare caro alla truppa di coach Spahija.
Dinamo Sassari: inizio di playoff con qualche punto interrogativo
La Dinamo Sassari dal canto suo ha ottenuto un ottimo risultato stagionale ed ora e pronta ad affrontare i playoff a viso aperto, anche se contro una formazione pericolosa come la Reyer Venezia. Anche i bianco-blu, come Venezia, hanno faticato nella prima parte di stagione, salvo poi trovare continuità a livello di prestazioni e di risultati. Dal proprio ritorno in Serie A, avvenuto nella 2010, il Banco di Sardegna ha mancato l’appuntamento con la postseason in una sola occasione (2018), sintomo di una società abituata ad un clima competitivo.
La truppa agli ordini di coach Piero Bucchi ha chiuso al quinto posto il campionato, cedendo il fattore campo favorevole a causa di un finale di stagione altalenante. Sassari ha infatti vinto solo tre delle ultime sette partite, peraltro contro squadre di bassa classifica (Treviso, Trieste e Reggio Emilia) e giocando in casa. Le quattro sconfitte sono arrivate invece tutte fuori casa, segnale non proprio entusiasmante visto che i sardi giocheranno le prime due sfide lontano dal proprio palazzetto (così come una decisiva gara-5). KO maturati tra l’altro con squadre decisamente competitive, o almeno tre su quattro: tolte infatti Milano, Bologna e Brindisi, salta sicuramente agli occhi la sconfitta riportata contro Verona. Partite in cui la Dinamo ha faticato molto e in cui ha subito anche alcuni pesanti parziali.
Ci sono quindi alcuni punti interrogativi su come coach Bucchi e subordinati possano presentarsi ai playoff, e soprattutto su quanta strada possano fare. Ciò che tuttavia non è in dubbio, è la qualità espressa dalla formazione sarda durante buona parte della stagione. Come i propri avversari di questi quarti di finale, anche Sassari figura in diverse top-10 statistiche: 4° per punti segnati (84.3), 1° per assist (19.4), 4° per percentuale al tiro da due punti (54.5%), 1° per percentuale al tiro dall’arco (40.6%) e 2° per palle recuperate. Il Banco di Sardegna è quindi un’altra squadra a cui piace tenere il ritmo alto, giocare in maniera fluida e condividere il pallone fino a trovare comode conclusioni. Senza dimenticare il buon approccio difensivo, soprattutto a copertura del perimetro (concesso solo il 34% dall’arco, 5° in Serie A). Il roster è pieno di giocatori in grado di colpire sia dall’arco che in penetrazione, così come di pedine capaci di catturare rimbalzi e sfornare assist. Da Bendzius a Robinson, passando per il trio Dowe-Jones-Kruslin e senza dimenticare Diop (fresco vincitore del premio di Most Improved Player dell’anno), Stephens e Gentile. Atleti che possono accendersi in qualsiasi momento e decidere un match.
Anche guardando a Sassari sono due i punti deboli che saltano agli occhi. In primis una panchina poco profonda, fattore che può incidere molto sia in caso di ritmo forsennato del match che in caso di problemi di falli; in secondo luogo, proprio come Venezia, la Dinamo perde troppi palloni (14.3) e se non si riesce a contenere l’avversario a livello difensivo, concedendo magari qualche contropiede di troppo, può risultare un dato sanguinoso.
Reyer Venezia-Dinamo Sassari: il pronostico
Venezia, considerando il fattore campo e l’ultimo mese e mezzo di stagione, per non parlare del talento a disposizione, è sicuramente la favorita. Sassari è comunque una squadra che non si dà mai per vinta e che in questi anni ci ha abituato a grandi sorprese, per cui non c’è niente di scontato. La serie potrebbe finire 3-1 per gli oro-granata.
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