Home NBA, National Basketball AssociationNikola Jokic: come è riuscito a diventare il cestista più impattante della Lega?

Nikola Jokic: come è riuscito a diventare il cestista più impattante della Lega?

di Marco Tarantino
lakers nuggets gara 1

Quando il suo nome fu chiamato al draft NBA dal commissioner Adam Silver, in diretta televisiva si mostrava una pubblicità di un caratteristico prodotto culinario statunitense. In NBA, solo i Denver Nuggets decisero di puntare su quello che, poi, sarebbe diventato un vero e proprio talento generazionale, per cui ogni appassionato della pallacanestro americana non avrebbe mai scommesso, utilizzando piattaforme come scommesse.netbet.it o altri siti che permettono di giocare a proposito delle prestazioni di un giocatore. Si parla del centro serbo dei Denver Nuggets, Nikola Jokic, che ha già fatto la storia della pallacanestro americana. Grazie a prestazioni stratosferiche, che gli hanno permesso di diventare già uno dei migliori di sempre nel suo ruolo, Jokic è riuscito in un qualcosa in cui, molto spesso, i centri non riescono ad ottenere: centralità nel gioco attraverso una versatilità e una capacità di andare anche oltre i propri limiti strutturali. Ma come è riuscito, Jokic, a diventare così importante nella lega?

 

Il QI cestistico di Jokic

Di certo, la caratteristica fondamentale del gioco di Jokić è determinata dalla grande intelligenza tattica da parte del giocatore, che non gli è stata mai negata anche nei primi anni della Lega. Jokic, per questo motivo, ha sempre dimostrato di essere un passo avanti a molti giocatori, ereditando alcune tradizioni di gioco prettamente europee, soprattutto per quel che concerne il trattamento della palla. A differenza di tanti altri cestisti, Jokic non ha mai fondato il suo gioco sull’atletismo e sullo strapotere fisico, puntando su un QI cestistico sopra la media che gli ha permesso, sempre, di avere eccellenti doti da passatore e, soprattutto, un’intelligenza tattica fondamentale, nel leggere partite, prestazioni e, soprattutto, movimenti delle difese avversarie, riuscendo a trovare spesso compagni liberi nello scarico e permettendo, a questi ultimi, di accomodare il pallone in canestro, spesso con i tre punti al referto. 

Ciò si fonda, naturalmente, non soltanto sull’estrema intelligenza del cestista, ma anche sulla sua capacità di non essere mai protagonista dell’azione offensiva. Esistono partite in cui, infatti, Jokic si è sacrificato in termini di rimbalzo e passaggio, permettendo agli altri di tirare e di dominare l’azione offensiva, non apparendo mai davvero troppo interessato a diventare dominatore nelle statistiche individuali.

 

Perdita del peso

C’è un fattore che, indubbiamente, ha permesso a Nikola Jokic di diventare ancora più incredibile rispetto a quanto nelle prime stagioni non fosse riuscito a mostrare: la perdita di peso. Quando, al termine dei mondiali di pallacanestro, Jokic era apparso in forma smagliante per l’NBA, tutti si chiesero quali sarebbero potuti essere i risultati in termini di gioco e di prestazioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Jokic è riuscito a vincere il premio MVP per due anni consecutivi, con il terzo anno in cui il premio per la migliore stagione individuale è stato destinato a Joel Embiid, pur con numerose polemiche relative alla stagione del cestista dei Philadelphia 76ers. 

Da quando ho perso peso, Jokic è riuscito a tenere il campo molto meglio, soprattutto nei finali di partita, in cui è riuscito a gestire meglio la palla non arrancando, soprattutto dal punto di vista fisico. Inevitabilmente, l’intelligenza è sempre stata protagonista del gioco del cestista serbo che, però, potendo accompagnare a quest’ultima anche una migliore gestione della gara in termini di energie, ha iniziato a rendere ancor meglio.

 

Capacità di costruirsi un tiro unico


I due elementi precedentemente citati si uniscono ad un ultimo fattore, che permette a Jokić di essere molto importante nella lega. Come dimostrato da un video scherzoso in cui parla con alcuni ragazzini, Jokic non sa schiacciare, eppure, pur in una pallacanestro odierna che richiede strapotere fisico, riesce a dominare l’area avversaria. Ma come? Grazie ad un’incredibile varietà nel tiro, che gli permette di costruire sempre il tiro migliore pur in situazioni di forzatura, spesso utilizzando il piede perno e costruendo un fadeaway e un tiro dal post educatissimo, soprattutto per qualità e bellezza estetica.

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