Le Las Vegas Aces hanno neutralizzato nelle prime due partite delle WNBA Finals Courtney Vandersloot, sfidando la resistenza a prendersi conclusioni personali della point guard ex Chicago Sky, ma chi è mancata in modo fragoroso alle New York Liberty è Sabrina Ionescu.
Sab ha segnato appena 17 punti in due gare, con 4 su 17 dal campo e 3 su 12 al tiro da tre e 8 assist. Numeri da comprimaria, e non da star seppure in una squadra zeppa di All-Star come Breanna Stewart e Jonquel Jones (che sono state anche MVP), e Betnijah Laney e Vandersloot. In stagione, Ionescu è stata piuttosto raramente la prima opzione offensiva della squadra, un passo di lato che l’ex star di Oregon ha fatto con piacere e con profitto per facilitare l’inserimento di un gruppo tutta nuovo.
In gara 1 e gara 2 però, a parte il primo tempo della prima partita, di equilibrio non ce n’è stato tra Aces e Liberty. Nulla di quello ideato in attacco da coach Sandy Brondello ha funzionato, con tanti palloni e possessi per Jonquel Jones sotto canestro, e New York ha pagato la passività in attacco di Courtney Vandersloot (non a caso i momenti migliori sono arrivati con Marine Johannes in campo) e la transizione offensiva micidiale di Las Vegas, con il trio di guardie Plum-Gray-Young e con A’ja Wilson.
Per fermare la transizione offensiva delle Aces occorre creare tiri migliori in attacco, e tendenzialmente segnarli. La specialità di Sabrina Ionescu che da gara 3 non potrà più nascondersi.
“Dobbiamo cercare ancora di trovare modi per fare aggiustamenti e capire che cosa può funzionare contro di loro, perché finora non ha funzionato nulla” ha detto Ionescu dopo gara 2 “Niente in difesa, loro muovono la palla a fanno quello che vogliono, e non sentono alcuna pressione difeniva da parte nostra. Dobbiamo tornare alla lavagna e capire cosa succede. Se non stiamo giocando abbastanza duramente, se dobbiamo curare di più le linee di passaggio. Abbiamo questi giorni per capirlo“.

