Ai Detroit Pistons, battuti anche dai Brooklyn Nets per 126-115, manca una sola sconfitta per entrare nella storia NBA (dalla parte sbagliata) come la prima squadra di sempre a perdere 27 partite di fila.
Contro Brooklyn è arrivato il KO consecutivo numero 26, record negativo NBA eguagliato e che apparteneva fino a ieri in solitaria ai Philadelphia 76ers edizione 2013-14. L’appuntamento fatale con la storia è fissato per il 27 dicembre sempre contro i Nets, e nel frattempo è toccato anche al proprietario della squadra Tom Gores metterci la faccia e incassare qualche bordata al posto dei suoi giocatori e del suo allenatore, quel Monty Williams appena arrivato con un contratto mai così ricco per un coach NBA, e oggi titolare di un record da 2-27.
Durante la sconfitta numero 25 di fila della stagione contro Utah, dalle tribune della Little Caesar’s Arena di Detroit erano piovuti cori di richiesta di vendita della squadra, da parte dei tifosi. Cori cui Gores ha risposto, via The Athletic. “I nostri fan meritano una risposta. Io sono il più deluso di tutti. Non stiamo facendo bene e ci saranno dei cambiamenti. Abbiamo lavorato per creare flessibilità salariale e per mettere assieme questo gruppo di giocatori, ma c’è ancora del lavoro da fare, dobbiamo capire che cosa non sta funzionando (…) cambieremo qualcosa ma non so ancora esattamente che cosa, ma ci stiamo lavorando. E ripeto che ci saranno dei cambiamenti“.
Cambiamenti che difficilmente interesseranno la panchina di Monty Williams, né il posto da Gm di Troy Weaver che sono appena arrivati ai loro posti. Per Tom Gores sarà anzi proprio Weaver “a trovare un modo per cambiare l’aspetto della nostra squadra e a trovare il modo di vincere di più. Mi aspetto che possa farlo e lui lo sa. E se non faremo nulla io sarà il primo a essere deluso, ma tutte queste cose Weaver le conosce“.
Su una cosa Gores è chiaro: la franchigia non si vende: “Su questo i tifosi possono dire ciò che vogliono ma è ridicolo. Dovremmo vincere di più e siamo d’accordo, ma facciamo tanto per questa comunità. I giocatori e l’organizzazione, siamo coinvolti, abbiamo fatto la differenza nella nostra comunità. E questo ha un grande significato per me“.
“E anche se oggi sembra tutto confuso, io dico che ho la stessa identica visione di un futuro radioso. Abbiamo un gruppo di giocatori giovani incredibile, abbiamo flessibilità salariale per cui questi non sono problemi. Il nostro problema ora è che perdiamo troppe partite. Ma ripartiremo, rimbalzeremo e avremo tantissimo spazio salariale“.
