Dopo la sconfitta dei Golden State Warriors di lunedì notte contro i New York Knicks per 119-112, Stephen Curry è sembrato particolarmente amareggiato ai microfoni: “È il modo il cui giochiamo. Questa è la cosa più importante. Onestamente a chi interessa arrivare più in alto se giochiamo così? Settimi, ottavi, noni, decimi, così non si va molto lontano.”
“Forse due settimane fa il sesto posto era ciò che ci dava entusiasmo, ora non mi interessa dove siamo”. Queste le parole a caldo dette da Steph. Ciò che è più evidente nella frustrazione di Curry è il modo in cui si è svolta tutta la stagione. La sua squadra non è mai stata seriamente in gioco per puntare ai primi posti della classifica. L’incostanza nel gioco e di conseguenza nei risultati porta Steph a fare dichiarazioni di questo tipo.
L’ultima sconfitta porta gli Warriors ad avere un record negativo in casa di 17-18. La nota dolente che si aggiunge è che i Knicks si sono presentati senza una parte dei titolari, causa infortuni, al Chase Center. Nonostante ciò la squadra di San Francisco non è riuscita mai a stare davanti nel punteggio per l’intera durata della partita.
Anche Kerr ha parlato della sconfitta: “I Knicks sono stati migliori in tutto fin dall’inizio, sono stati molto fisici e hanno giocato con gran forza, più della nostra” ha aggiunto. La visione della partita è stata la più razionale possibile.
Il malcontento è anche dovuto dal fatto che dopo la vittoria coi Lakers, il sesto posto distava solo tre vittorie. Questo richiedeva il massimo dell’attenzione e sopratutto dell’intensità. “Non siamo stati bravi abbastanza, siamo delusi perché abbiamo 3 partite di casa e volevamo portarle tutte a casa”. Così Kerr ha concluso sulla partita.
Dopo l’ottimo mese di febbraio chiuso con un 11-3, allo stato attuale gli Warriors hanno iniziato marzo con un 4-5. Il dato più preoccupante però è il defensive rating, attualmente il diciannovesimo della lega. Basti pensare che nell’ultima sconfitta la guardia dei Knicks Miles McBride, alla decima partita da titolare di sempre, ha siglato 29 punti. Mentre il solito Brunson ne ha registrati 34.
La comunicazione dei Warriors, al contrario dei risultati in campo, è sempre costante e impeccabile. Kerr e Curry viaggiano sempre sulla stessa linea d’onda. Le ultime dichiarazioni sono un chiaro segnale alla squadra, manca poco alla fine della regular season e bisogna dare di più. La costanza ai playoffs è fondamentale, se non ci sarà il percorso di Curry e i suoi Warriors finirà prima del previsto.

