Il 2023-24 di Caitlin Clark è finito ufficialmente, con la sconfitta in gara 2 del primo turno dei playoffs contro le Connecticut Sun, ma è stato un anno all’insegna dei record e della storia del basket.
Al suo ultimo anno di college a Iowa, Clark è diventata la top scorer All-Time sia per la NCAAW sia per la NCAA, superando Kelsey Plum e il grande “Pistol” Pete Maravich e lasciandosi alle spalle una lunga scia di record collegiali. Punti, triple, assist e premi. La WNBA è arrivata subito dopo, con la decisione di saltare il quinto e ultimo anno di college e dichiararsi eleggibile al draft 2024. E che a vincere la lottery fossero state (per il secondo anno di fila) le Indiana Fever che sono la squadra più vicina a casa, per Clark che è di Des Moines, Iowa, è stato un segno del destino.
Alla sua prima stagione WNBA, Caitlin Clark è arrivata terza nelle votazioni per il premio di MVP dietro a A’ja Wilson e a Napheesa Collier. E come a Iowa, si è lasciata dietro un’altrettanto lunga striscia di record per una rookie WNBA e non solo con un’annata da 19.2 punti di media e 5.7 rimbalzi, 8,4 assist e il 34.4% da tre. CC è diventata la miglior rookie di sempre per punti, triple segnate e punti generati da canestri e assist, e ha siglato il nuovo record di assist assoluto in una stagione WNBA con 337 in 40 partite. Dei record di franchigia basta fare un breve elenco: prima per punti e canestri da rookie, prima per assist, doppie doppie, massimo di punti in una partita con 35, massimo di assist in una partita con 19 e pure la prima di sempre delle Fever a realizzare una tripla doppia.
E poi c’è stato il resto. Il fenomeno “Clarkonomics” che ha portato alla WNBA attenzioni, spettatori e numeri che la lega femminile non aveva mai sperimentato prima. Non un fenomeno nuovo, è lo stesso che – ciascuno nella sua epoca – Magic Johnson e Larry Bird, quindi Michael Jordan e LeBron James hanno generato quando sono planati sulla NBA, per restare solo al basket. La WNBA ha fatto segnare nuovi record di pubblico, sia nelle arene che in TV con 25 partite con almeno un milione di spettatori. Di queste, in 22 ci giocava Caitlin Clark. E le Indiana Fever hanno avuto più pubblico medio in TV rispetto ai San Antonio Spurs 2023-24, quelli della stagione da rookie dellì’epigono Victor Wembanyama. Con 1.18 milioni di spettatori medi, le Fever hanno fatto peggio solo di Lakers, Warriors, Celtics e Knicks come ascolti TV, sempre per il basket.
Dopo gara 2, Caitlin Clark ha tirato le somme di un anno unico: “Finisce con un bel pensiero di che cosa sarà possibile in futuro per questa franchigia. Usciamo a testa alta, da squadra che due anni fa vinceva appena 5 partite. Eravamo un gruppo giovane e inesperto, ma che si è divertito un mondo a giocare assieme. Io? Mi sento come se stessi appena solo grattando la superficie, io sono una che analizza ogni piccola cosa che fa. Io so che voglio aiutare questa squadra a migliorare e so quanto margine di crescita c’è ancora. E ne sono entusiasta, mi sento di poter crescere ancora tanto“.
Caitlin Clark non giocherà in Europa durante la lunga off-season WNBA, e non dovrebbe prendere parte alla lega di 3X3 Unrivaled fondata da Breanna Stewart e Napheesa Collier. “Io sono severa con me stessa ma penso che la mia stagione sia stata solida” ancora Clark “Il basket ha chiesto tanto alla mia vita per tutto l’anno, sarà bello riflettere un giorno su tutto ciò che è accaduto. Non ho avuto tempo di riflettere sulla mia carriera al college, è finito tutto così presto. Ora mi prendo un po’ di tempo per me per apprezzare quanto fatto” ma non tantissimo: “Solo un paio di settimane, poi mi annoierò sicuramente e riprenderò il pallone in mano“.

