Proprio così: per la seconda volta dal 2002 sia gli Heat che Dwayne Wade, non faranno i Playoffs. Avvenimento abbastanza singolare per una franchigia di importanza storica come quella della Florida, da sempre abituata a lottare per grandi palcoscenici e non di certo ad andare in vacanza ad Aprile.
Certo che complessivamente, visto che l’obiettivo non è stato raggiunto, si può parlare di fallimento ma non tutto il mal vien per nuocere. Nonostante la vittoria contro Philadelphia con contemporanea vittoria dei Brooklyn Nets su Orlando, Miami si è garantita almeno la decima scelta con ancora un 1% di pescare la prima scelta assoluta. Roba da fantascienza, che avrebbe un qualcosa di storico, ma che sicuramente restituirebbe in parte, tutta la sfortuna avuta quest’anno dalla truppa di Spoesltra. Finendo la stagione stanotte infatti, i giocatori avranno un lunghissimo periodo di vacanze per ricaricare completamente le batterie (in primis Wade e Haslem) in modo tale da presentarsi per la prossima stagione più carichi e competitivi che mai.
Sì, perché nell’ambiente, la testa è già proiettata alla prossima stagione, per riscattare al più presto questa, e per dimostrare che Miami può esistere anche senza Lebron James, e che può contare in un’organizzazione societaria di primissimo livello guidata da un maestro come Pat Riley. Obiettivi di mercato i soliti noti: la conferma di Whiteside, Dragic e Deng in primis, per il resto moltissimi free-agents appetibili sul mercato, sempre che quella scelta al draft non si trasformi in una numero 1, a quel punto le cose cambierebbero e non poco…
Per Nba Passion,
Mattia Picchi (Mattiapicchi on twitter)


