Home Basket femminileIl miracolo di Faenza in LBF: Seletti ne è il fantastico artefice

Il miracolo di Faenza in LBF: Seletti ne è il fantastico artefice

di Daniele Morbio
Seletti guida il miracolo Faenza

Forse – probabilmente – la stagione di Faenza finirà ai quarti di finale visto l’accoppiamento terribile contro le campionesse d’Italia Reyer, ma il vero miracolo semplicemente è aver portato questo gruppo di ragazze molto giovani ai playoff di LBF con 3/4 turni di anticipo. Coach Seletti d’altronde sa come si fa, sa come scrivere pagine di storia con squadre che ai nastri di partenza non sono accreditate dagli addetti ai lavori di troppa credibilità per le posizioni di vertice. Il tecnico classe 1979 d’altronde è colui che ha scoperto Matilde Villa, stellina – scherzo del destino – dell’avversaria playoff delle faentine.

Insomma, se chiudi il tuo campionato sfiorando il 50% di vittorie in una stagione complicatissima a livello fisico e partendo da quello che è sicuramente uno dei budget più bassi di tutto il torneo, allora davvero non si può fare altro che applaudire Faenza e coach Paolo Seletti, vero e proprio artefice di quello che è un miracolo sportivo. Il tecnico ex Costa Masnaga è al secondo anno nel club faentino e dopo una salvezza tribolata ma meritata lo scorso anno, in questo 2025 è riuscito a fare ancora meglio garantendo alle bianco-blu un posto al sole in post-season contro le campionesse d’Italia, e scusate se è poco…

Seletti ed il miracolo Faenza in LBF

Può piacere o non piacere per come – a volte – si espone, ma coach Seletti merita tutti gli applausi del caso per aver costruito un vero miracolo con una Faenza rinnovata in tutto il gruppo squadra. Partite 3-7 nel girone d’andata (3 successi nelle prime 5, poi solo ko), le ragazze faentine hanno costruito il proprio capolavoro con un girone di ritorno meraviglioso, chiuso con saldo positivo di 6 vittorie e soli 4 ko, di cui tre arrivati contro le prime 3 della classe ed un quarto che è uscito contro San Martino: chiudere 9-11 per un team che ha solo tre giocatrici nate tra il 1993 ed il 1997 (tutte le altre sono nate negli anni 2000) è un capolavoro.

Una stagione passata attraverso pesanti rovesci (su tutti il 51-94 con Derthona) e grandissimi colpi esterni, come quelli in casa di Geas e qualche giorno fa in casa dello stesso team piemontese, con i due gravissimi infortuni occorsi nel giro di una settimana a Reichert e Parzenska, che hanno tolto a coach Seletti non solo due straniere, ma anche due punti di riferimento fondamentali tra le lunghe. La scelta di non rimpiazzarle pareva il semplice e chiaro segnale di una squadra che non voleva puntare a nulla di diverso dal non fare i playoff, ma – evidentemente – non si era fatto i conti con il cuore di un gruppo che è andato forse oltre i suoi limiti.

Si può stare qui a discutere a lungo sulle qualità innate di due giocatrici straordinarie come Sara Roumy e Cornelia Fondren, che formano un pacchetto esterne terribile su cui poggia l’architrave realizzativa di Faenza, ma è l’impatto di carattere di giocatrici più “esperte” come Franceschelli (comunque classe 1997) e della giovanissima Scekic su cui si è poggiato il reparto lunghe con gli infortuni di Parzenska e Reichert a definire il tutto. Una squadra giovanissima che ha giocato un ottimo basket, divertendo e divertendosi, con un concetto cementificato di gruppo: il miracolo Faenza in LBF porta la firma di Paolo Seletti, il vero ed unico coach dell’anno.

L’ARTEFICE DEL MIRACOLO FAENZA: PAOLO SELETTI

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