La prima conferenza stampa di Nico Harrison, Gm dei Dallas Mavericks, dopo la trade Luka Doncic si è tenuta in un ambiente da aula bunker, con solo alcuni giornalisti selezionati e il divieto di filmare.
E una conferenza stampa che proprio come in un’aula bunker è sembrata più una confessione, con l’intervistato-imputato Harrison che ha sfoderato il suo mantra della trade fatta nella convinzione “che la difesa vince i campionati“. Concedendo che sarà però “la storia a giudicare” se scaricare un 6 volte primo quintetto All-NBA di 26 anni ancora da compiere, a pochi mesi dalle NBA Finals 2024, sarà stata una mossa giusta.
“Ma io torno a quello che dissi al tempo. Cioè che un roster con Kyrie Irving, Klay Thompson, PJ Washington, Anthony Davis e Dereck Lively II è una squadra da titolo. Purtroppo quest’anno l’abbiamo vista per mezza partita. E anche se capisco che i tifosi siano delusi dalla partenza di Luka, io so che non saranno delusi dal risultato finale“, ha detto Nico Harrison, quasi scordandosi un fattore della sua equazione della salvezza, ovvero che Kyrie Irving si è infortunato a marzo e che probabilmente salterà tutta la prossima stagione.
“Sulla trade non ho alcun rimpianto, alcuni ripensamento” garantisce “Il mio lavoro consiste nel fare gli interessi dei Dallas Mavs non solo oggi ma per il futuro. E alcune delle decisioni che prendo possono essere impopolari ma fa parte del lavoro e lo accetto. La nostra filosofia è che la difesa vince i campionati e noi volevamo una star sia in attacco sia in difesa per la nostra squadra, ovvero Anthony Davis. E abbiamo ottenuto il giocatore che volevamo“.
Nico Harrison ha anche affrontato la questione della rivolta della tifoseria Mavs nei suoi confronti. Da due mesi e mezzo i fan a Dallas chiedono il suo licenziamento a gran voce, a ogni partita casalinga dei Mavericks piovono cori di “fire Nico” e cartelli. “A essere onesti, da quando sono qui tutti hanno detto che ogni trade che ho fatto era una cattiva trade e poi il tempo ha detto altro (non è vero, lo scambio che portò Washington e Gafford nel febbraio 2024 fu applaudito, ndr). Quando è arrivato Kyrie c’era dello scetticismo e tutti dissero che era una trade terribile ma alla fine hanno cambiato idea. Con PJ Washington e Daniel Gafford mi dicevano che avevo ceduto troppo in cambio (…) lo dico e lo ripeto: i campionati si vincono con la difesa“.
“Crediamo fermamente nelle mosse che abbiamo fatto” ancora “in tanti tra voi no come è evidente, ed è la vostra opinione. Ma una volta che avremo vinto, vedrete che cambierete idea“.
In conferenza stampa era presente anche Rick Welts, CEO dei Mavs e già dirigente per anni dei Golden State Warriors. Welts ha cercato di mettere in una prospettiva “storica” la trade Doncic e la rinuncia a un giocatore così amato dai tifosi, usando un esempio di cui ha avuto esperienza personale, ma che è sembrato fuori luogo quantomeno. “Gli Warriors anni fa cedettero Monta Ellis per andrew Bogut. Ellis era un giocatore apprezzato dai fan e Bogut era infortunato e non avrebbe giocato quell’anno, e non era neppure un giocatore dal grande mercato. Andò bene perché avevamo un giovane che si chiamava Stephen Curry e che sarebbe diventato l’idolo della tifoseria“.
Un esempio strampalato sia per il calibro dei giocatori coinvolti, tra Ellis e Doncic e tra Davis e Bogut. Quella trade avvenne nel 2012 quando gli Warriors avevano già i giovani Curry e Klay Thompson a roster, mentre oggi i due migliori giocatori della squadra a Dallas hanno 33 e 32 anni e Irving si è procurato purtroppo un grave infortunio al ginocchio che lo terrà fuori a lungo.

