Le giocatrici che fanno parte della WNBPA si sono incontrate con la lega giovedì, per discutere del nuovo CBA.
Le giocatrici avevano scelto di non partecipare lo scorso ottobre, ma ora sono alla ricerca di un modello migliore di condivisione delle entrate, di un aumento degli stipendi, di un miglioramento dei benefit e di un tetto salariale più flessibile.
Tutti questi aspetti saranno utili a molte delle giocatrici più giovani. Sono infatti state più di 40 le giocatrici presenti all’incontro. Si è trattato del tasso di partecipazione più alto nella storia del sindacato.
L’incontro è durato circa un paio d’ore, e le parti sono molto distanti riguardo le trattative. È stato quindi concordato un altro incontro.
“La risposta della WNBA alle nostre proposte non affronta le priorità che abbiamo espresso fin dal primo giorno: un CBA trasformativo, che ci consenta di ottenere la nostra giusta quota del business che abbiamo costruito, di migliorare le condizioni di lavoro e di garantire che il successo che abbiamo creato sollevi sia le giocatrici di oggi che le generazioni che seguiranno” ha dichiarato la WNBPA in un comunicato.
Se non si troverà un accordo entro la fine di ottobre, alcune giocatrici hanno accennato alla possibilità di una protesta, che potrebbe mettere sul tavolo alcuni problemi immediati. La lega ha due nuove squadre, Portland e Toronto, pronte ad iniziare il proprio percorso nella lega dalla prossima stagione, e l’Expansion Draft è sempre stato a dicembre. La free agency, invece, di solito inizia a gennaio.
La Commissioner della WNBA, Cathy Engelbert, dopo l’incontro ha dichiarato che entrambe le parti sono in modalità di ascolto. Anche perché c’è la questione del nuovo accordo sui diritti mediatici (da 2.2 miliardi di dollari) da tenere in considerazione.
“È stato un dialogo molto costruttivo. Penso che, ovviamente, parte del processo sia andare avanti e indietro e ascoltare le giocatrici, loro ascoltano noi e i proprietari che rappresentano il consiglio di amministrazione” ha detto Engelbert. “Mi sento ancora molto ottimista sulla possibilità di ottenere qualcosa di trasformativo entro la fine di questo percorso. Ma è un processo di cui non possiamo saltare i pezzi”.

