Di ritorno da un tour promozionale in Cina e prima di lasciare l’estremo oriente, LeBron James ha pubblicato sul People’s Daily, uno dei giornali cinesi più importanti e quotidiano ufficiale del Partito Comunista cinese, un editoriale dal titolo “il basket è un ponte che ci collega tutti“.
LeBron è stato solo uno dei grandi volti NBA a tornare in Cina in questi mesi per un tour di promozione e diplomazia, il “Forever King Tour“, il segnale che tra la lega e la Repubblica Popolare Cinese è tornato il bel tempo in nome degli interessi e degli affari comuni, dopo l’incidente diplomatico del 2019 e un periodo di grande freddo. Prima ancora della crisi globale del covid, che investì ovviamente anche i rapporti con l’oriente, nella tarda estate 2019 un tweet di supporto dell’allora general manager degli Houston Rockets Daryl Morey alle proteste a Hong Kong contro il governo cinese e le ingerenze politiche, scatenò una crisi diplomatica con la NBA. La Cina decise di boicottare le partite amichevoli d’esibizione che le squadre – tra cui i Lakers di LeBron – avrebbero giocato non trasmettendole, e minacciando e in alcuni casi interrompendo le partnership tra NBA e alcune aziende statali. La Cina chiese addirittura la testa di Morey esigendone il licenziamento, cui ovviamente il commissioner Adam Silver si oppose. Polemiche che investirono anche LeBron James che mancò – nonostante le sollecitazioni – di appoggiare le proteste di Hong Kong trincerandosi dietro un “non ne so abbastanza” che per i critici fu la conferma che James preferiva non ledere i propri interessi commerciali e d’immagine, per una giusta causa estera così come non aveva invece esitato nel proprio paese, durante la prima presidenza Trump soprattutto.
Un danno commerciale per la NBA quantificato in diversi milioni di dollari di mancati introiti, e uno strappo ricucito lentamente ma del tutto fino al culmine di questi mesi.
“Mentre questa stagione così speciale per me si avvicina, sono tornato in Cina per iniziare il mio prossimo viaggio in mezzo ai miei tifosi quaggiù” ha scritto LeBron James “Questa è stata la quindicesima volta che ho tenuto un evento in Cina e ogni volta che torno qui io e la mia famiglia veniamo accolti con così tanto calore. L’entusiasmo e la gentilezza dei miei amici cinesi mi commuove e io non posso far altro che dedicare tutto me stesso come modo per esprimere la mia gratitudine (…) il basket non è solo uno sport: è un ponte che collega i popoli, con la passione che scorre dentro di noi” James ha poi raccontato di aver reincontrato dopo 13 anni un’allora giocatrice universitaria, oggi insegnante e madre di due figli, e di aver passato del tempo in famiglia con loro. “Il movimento cestistico qui in Cina è fantastico, ci sono tanti giocatori noti qui e tanti talenti emergono (…) ho preso parte agli allenamenti con la nazionale giovanile e condiviso con loro la mia esperienza. Prendere ogni allenamento seriamente perché più duro ci si allena più bravo in partita sarai. Per giocare bene a basket, mi chiedono, ci sono credo tre fattori: determinazione, dedizione e passione (…) io amo il basket e il basket continua a ispirarmi. Anche a 41 anni sebbene l’età sia solo un numero. E finché potrò scendere in campo farò sempre del mio meglio per migliorarmi“.
LeBron James non tornava in Cina per un tour proprio dal 2019, e prima dell’incidente sopra citato King James era una presenza estiva fissa. Il suo primo tour risale infatti a 20 anni fa. Nel 2025 la NBA tornerà a giocare alcune partite di preseason in Cina a Macao con Brooklyn Nets e Phoenix Suns, anch’essa una prima volta dal fatidico 2019.
Per il People’s Daily è “un evento raro” che il giornale ospiti un intervento di una personalità estera, come riportato dal South China Morning Post, maggiore quotidiano di Hong Kong. “E’ raro che il giornale-ventriloquo del Partito ospitare articoli scritti da una star dello sport straniera, di solito queste interazioni avvengono tramite i social media anche in Cina” ha scritto il giornale.
