Viene quasi da chiedersi cosa sarebbero state le Indiana Fever al completo, se la squadra di coach Stephanie White dopo così tanti infortuni e vicissitudini si ritrova a una vittoria dalle WNBA Finals.
Certo, quella vittoria sarebbe da ottenere battendo a domicilio in gara 5 a Las Vegas le Aces di A’ja Wilson e coach Becky Hammon ma in fondo in questa serie, le Fever lo hanno già fatto in gara 1. Alla Gainbridge Fieldhouse in gara 4 è finita intanto 90-83 per Indiana grazie ai 24 punti con 14 rimbalzi e 5 assist di una monumentale Aaliyah Boston attacco e difesa contro Wilson, e con 25 punti di Kesley Mitchell e 18 punti provvidenziali della veterana Odissey Sims, una di quelle arrivate a stagione in corso per sopperire ai mille infortuni che hanno tolto di mezzo Caitlin Clark, Sophie Cunningham, Aari McDonald e Chloe Bibby una dopo l’altra. Per A’ja Wilson 31 punti con 9 rimbalzi e una sfida sportellata dopo sportellata con Boston, che non ha la stessa mobilità di piedi ma le dà del filo da torcere fisicamente e a rimbalzo, la sposta e non ha paura di niente, neppure d’una 4 volte MVP.
Le Fever sfruttano chili e centimetri e vanno in lunetta 34 volte (26 su 34) contro le 11 appena di Las Vegas, le Aces sono del resto fallosissime in gara 4 con Nalyssa Smith, una delle chiavi della serie che però si limita a soli 22 minuti. Megan Gustafson di falli ne commette 4 in 15 minuti e in difesa è l’obiettivo principale delle Fever, Chelsea Gray commette 5 palle perse e Jackie Young si prende soli 10 tiri. Jewell Loyd gioca ben 32 minuti ma è una fantasma e sbaglia tutti i tiri che si prende. Non la prima volta che accade in stagione.
Indiana ha due star come Boston e Mitchell ma trova qualcosa da tutte le giocatrici buttate nella mischia da White. Shey Peddy alza i ritmi dalla panchina, Lexie Hull tira male ma va a rimbalzo come una furia e chiude con 4 recuperi, le Fever che non hanno alcuna voglia di terminare la loro stagione arrivano sempre prima sulle palle vaganti, si buttano, stravincono a rimbalzo e generano 15 palloni persi delle Aces. E si conquistano una gara 5 che è quasi un premio alla volontà.
“Ci abbiamo messo tutta quella forza della disperazione e l’urgenza che servono in partite come queste. Ora dovremo conservarle e portarle con noi a Las Vegas, ci giochiamo la stagione in una partita secca e possiamo ancora fare meglio di oggi. Quando siamo spalle al muro è dove diamo il meglio di noi, lo si è visto quest’anno” ha detto coach White.
Aaliyah Boston, che va sempre ricordato è un’ex prima scelta assoluta al draft, ha giocato come pochissime altre avversarie dirette di A’ja Wilson sono state in grado negli anni, contro di lei. Boston ha segnato 17 punti nel secondo tempo ed è diventata la prima giocatrice delle Fever dai tempi di Tamika Catchings, presente alla partita, a chiudere con almeno 20 punti, 10 rimbalzi e 5 assist una gara di playoffs. “Merito dei video analisi che abbiamo visto, per me era importante riuscire a mettermi nelle giuste posizioni e sigillare i difensori, mi sono concentrata su questo“.
Becky Hammon non ha infierito sugli arbitri nonostante la discrepanza ai tiri liberi, perché sa che molti degli errori delle Aces sono stati “non forzati”. Troppe palle perse e un attacco che senza A’ja Wilson non poteva produrre un buon tiro. Nel finale poi, la panchina ha persino preso un fallo tecnico per un timeout chiamato senza averlo, un errore non costoso ma singificativo del tipo di serata. “Un caro vecchio errore di conto, di certo dovremo stare più attenti. Gli arbitri? Ho apprezzato la maggior precisione, certo l’avrei gradita più equilibrata… oggi sapevamo che cosa avremmo dovuto fare ma appunto avremmo dovuto farlo. Ciò che ho visto sui punti che per noi erano importanti non andava bene“.
Gara 5 sarà martedì notte alla Michelob Ultra Arena di Las Vegas. Nell’altra semifinale le Phoenix Mercury hanno battuto le Minnesota Lynx per 86-81 e si sono qualificate alle WNBA Finals dove attendono la vincitrice di gara 5.

