Il gran giorno è arrivato per Luca Banchi. Il coach ex Virtus Bologna è stato presentato oggi presso il Salone d’Onore del CONI alla presenza del Presidente della FIP Gianni Petrucci, il Capo Delegazione Gigi Datome e del General Manager Salvatore Trainotti. L’obiettivo del tecnico grossetano è chiaro: “dobbiamo avere uno stile di gioco riconoscibile a ogni livello”.
Il coach spiega sin da subito gli obiettivi: “Non nascondo l’emozione e la gratitudine di essere stato il prescelto per questo ruolo, un ruolo di grande valore per me. Sono grato a Pozzecco, di cui raccolgo l’eredità e il lavoro fatto. Il solco tracciato dai miei predecessori ispirerà il mio cammino. Penso sia il momento più alto della mia carriera, do un valore al mio compito e alla mia missione, che è dare uno stile preciso sia sul campo da gioco che fuori. Il nostro obiettivo è qualificazione al Mondiale 2027. A prescindere da chi giocherà dobbiamo avere uno stile di gioco riconoscibile a ogni livello”.
Durante la conferenza si è affrontato anche il tema della mancanza di risultati della Nazionale maschile maggiore. A riguardo, il coach ha dichiarato: “La mancanza di risultati? È dovuta a piccoli dettagli e talvolta a un pizzico di sfortuna. Turchia e Germania hanno fatto un percorso da imbattute agli Europei, mentre la Grecia è stata brava ad inserirsi tra le eliminazioni di Serbia e Francia. All’Italia non mancava nulla per essere al posto della Grecia, che ha vinto il bronzo. Non ricordo una stagione della mia carriera dove non mi siano stati richiesti risultati. L’allenatore deve raggiungere sempre certi obiettivi, che potranno essere raggiunti attraverso un percorso di lavoro”.
Una tematica cruciale per il ciclo di Banchi sarà l’aggiunta di giocatori naturalizzati. Il coach spiega: “il nostro obiettivo è quello di avere un sistema più inclusivo possibile. I figli degli stranieri fanno parte di una seconda generazione che può elevare il nostro talento, già solo parlarne mi sembra discriminante. Io vedo solo azzurro, che è il colore della maglia, indipendentemente dal colore della pelle, fa parte del mio modo di vedere la società. Questo è un dato di fatto sociale e culturale. Io spero di presentare la miglior nazionale possibile che continui a far appassionare le persone”.
