Vittoria importante nella notte per i Chicago Bulls che rimontano 24 punti ai Sixers e si portano prima in solitaria ad Est. Protagonista assoluto della gara è sicuramente Giddey, che sigla la seconda tripla doppia di fila da 29 punti, 15 rimbalzi e 12 assist, tra cui quello decisivo per la tripla di Vucevic che chiude la partita sul 113-111. La prestazione dell’australiano conferma dunque l’ottimo avvio di stagione suo e dei Bulls, attualmente con il 2° miglior record nella lega dietro solo a OKC. Il play di Chicago diventa poi il primo giocatore in maglia Bulls a bissare una tripla doppia in due partite consecutive dai tempi di Jordan nella stagione 1988-89.
Proprio riguardo alla sua prova da record Josh ha mostrato tutta la sua felicità nell’intervista post partita, sottolineando però anche l’importanza di tutto il gruppo.
“È fantastico. Voglio dire, non starò qui a mentire e dire che non è fantastico. Ma, sai, come ho detto, penso che tutti i risultati individuali siano una conseguenza dell’essere parte di una squadra vincente. Come ho già detto, sono grato di avere compagni di squadra e allenatori che mi permettono di avere successo. Questo è un gruppo in cui è molto, molto divertente giocare. Adoro questi ragazzi con cui posso scendere in campo e competere, che mi rendono il lavoro più facile.”
Giddey ha poi parlato dell’importanza di riuscire a rimontare uno svantaggio così importante e di come questo tipo di esperienze possano essere d’insegnamento.
“Quella di stasera è stata una delle vittorie più belle a cui abbia mai preso parte”, ha detto la guardia dei Bulls dopo la partita. “Anche solo per quanto eravamo sotto a inizio terzo quarto. E riuscire a rimontare uno svantaggio simile e tirarci fuori da quella situazione è stato incredibile”.
Disastro Sixers nel finale: Embiid impresentabile
Se da una parte quindi Chicago ha dato prova della sua resilienza rimanendo aggrappata alla partita, dall’altra Philadelphia nel finale combina un disastro totale. I Sixers partono a cannone nel primo quarto, segnando ben 45 punti e poi gestiscono il vantaggio, toccando anche le 24 lunghezze. Da metà 4° quarto però vanno in tilt totale, non segnano più un canestro dal campo e si fanno recuperare prima, e superare poi nel finale. Gran parte della colpa, anche sui social, ricade su Embiid, che rientra sul parquet con poco più di 5 minuti da giocare e fa più danni della grandine.
Il centro di Phila infatti si prende e sbaglia 5 tiri consecutivi, bloccando definitivamente l’attacco dei Sixers e dando la possibilità ai Bulls di rientrare in partita. Joel alla fine chiude con 20 punti, ma con 7 su 21 dal campo e 1 su 6 da tre. Inutile invece lo sforzo di Maxey da 39 punti con percentuali al tiro decisamente migliori. Tyrese tra l’altro al momento viaggia a 34.4 punti di media, primo in tutta la NBA. La domanda quindi sorge spontanea: perché nei momenti decisivi la palla ancora va nelle mani di Embiid e non in quelle di Maxey?

