Se non puoi batterli unisciti a loro, o almeno imitali, sembra il pensiero che guida Eurolega e il suo CEO Paulius Motiejunas che a Sport24 in Grecia ha parlato del nuovo, venturo formato della lega da lui presieduta. E che se così sarà, assomiglierà tanto alla NBA almeno nella forma.
Motiejunas, che deve da parte sua “parare” le preoccupazioni per il futuro di Eurolega quanto arriverà la lega NBA in Europa a attrarre capitali e squadre a suon di dollaroni, ha parlato di un’espansione di EuroLeague “a 24 squadre divise in due conference, e possibilmente un torneo di metà stagione e persino un All-Star Game. Ciò che vogliamo è un calendario meno fitto e qualcosa di nuovo da offrire al pubblico. Ne stiamo discutendo“.
Per Motiejunas, a rimpolpare il gruppo di iscritte all’Eurolega sarebbero le squadre in arrivo da EuroCup e che manifestino l’intenzione di salire di un gradino, per così dire. Come hanno fatto ad esempio il BC Dubai e l’Hapoel Tel Aviv tra 2024 e 2025 ad esempio. “Nel prossimo futuro abbiamo l’obiettivo di raggiungere una valutazione di 3 miliardi di dollari come lega in 3-5 anni. La lega e le sue squadre, intendo. Negli ultimi anni siamo cresciuti del 60% e prevediamo di crescere ancora. La via da percorrere è chiara, ambiziosa ma davanti a noi e fattibile“.
Il CEO di Eurolega non ha poi chiuso all’ingresso di capitali esteri nella lega, come fondi sovrani e di private equity: “In questo momento ci sono molti fondi di investimento che vogliono investire nello sport“. Ma sulla prospettiva di archiviare le Final Four in favore di una serie finale di playoffs non vede cambiamenti: “Io sono un grande sostenitore (delle Final Four, ndr). ovviamente i club maggiori continuano a chiedere dei playoffs ma credo che tutti capiscano la logica dietro alle Final Four. E’ l’atto finale e la ciliegina sulla torta. Vogliamo mantenerle“.
In vista di NBA Europe, Motiejunas ha ribadito la sua posizione e quella di Eurolega: dialogo con NBA e FIBA ma da una posizione ferma. E’ difficile per me dire quale sia la partnership ideale. È quando ci sederemo e decideremo: ‘OK, come facciamo a far crescere il basket?’. Ma non siamo ancora a quel punto (…) siamo un po’ troppo distanti. E’ una questione di approccio, se ascoltiamo Mark Tatum (vice commissioner NBA, ndr) lui ha detto che vogliono arrivare e dominare un mercato. Ma qui siamo in Europa, non vogliamo essere dominati ma collaborare e se qualcuno viene qui e dice ‘dominiamo’… Abbiamo la nostra cultura, abbiamo i nostri giovani giocatori che ora vanno nella NCAA, abbiamo la NBA che vuole arrivare e dominare, prendere i migliori giocatori dall’Europa e riportarli in America. Noi non vogliamo questo. Quindi solo una volta stabilito questo possiamo sederci e parlare. Continueremo a fare quello che stiamo facendo e cercheremo di massimizzare i nostri risultati, invece di aspettare che qualcuno venga a salvarci o aiutarci. Siamo qui da 25 anni. Questa è la nostra 26esima stagione. Sappiamo cosa stiamo facendo. Sappiamo che abbiamo grandi squadre. Sappiamo di avere una grande fanbase e grandi club che la sostengono. Quindi parliamone. Ma non con l’approccio di chi arriva e ti dice ‘ti faccio vedere come si lavora‘”.
“Diciamo chiaramente che stiamo cercando di costruire un business attorno al gioco, attorno ai tifosi, attorno alle emozioni che il gioco sa regalare ” ancora Motiejunas “Abbiamo detto delle Final Four, di quanto siano incredibili. Questo è il nostro approccio. D’altra parte, c’è chi viene e dice: ‘Questi sono i mercati più importanti, è lì che si guadagna di più. Intanto entriamoci e poi ci pensiamo al basket’. È un approccio completamente diverso“.
Il CEO di EL è poi “fiducioso” che alcuni club corteggiati da NBA Europe come Barcellona, Real Madrid e Fenerbahce resteranno in Eurolega: “Sono molto ottimista. Abbiamo avuto incontri con il Barcellona, continuiamo a parlare con il Fenerbahce, andremo a Madrid per parlare anche lì. È normale che un grande brand come la NBA arrivi, prometta cose e inizi a esplorare. Tutti vogliono ascoltare. Ma fanno parte del nostro sistema e credo che continueranno a farne parte“.
