Continua il periodo incostante dei Golden State Warriors, che nella notte hanno perso anche contro Portland e attualmente sono 8° ad Ovest con un record di 13-14. Secondo Kerr uno dei principali motivi dell’incostanza dei Dubs sta nelle difficoltà di Jimmy Butler in attacco. Nello specifico il coach di Golden State vede Jimmy poco coinvolto nella fase offensiva, anche quando Curry è in panchina. Questo gli impedisce quindi di entrare in ritmo partita e di essere un fattore come lo è stato lo scorso anno, quando la squadra ha chiuso la stagione con 23-8 dal suo arrivo.
“Penso che l’anno scorso abbiamo fatto un lavoro migliore, mettendolo in una condizione tale da poter attaccare e creare tiri per i compagni”, ha detto Kerr. “Dobbiamo tornare a quel tipo di controllo del gioco, soprattutto quando Steph è fuori. Andiamo da lui a metà campo, gli lasciamo la palla, recuperiamo palloni e controlliamo il gioco. Finora non ci siamo riusciti”.
Anche i numeri danno ragione a Kerr: nonostante le comunque buone percentuali al tiro, quest’anno lo usage di Butler è appena del 21.8%. Il suo utilizzo non era così basso dai tempi di Chicago. Per altro la sua produttività fin qui in regular season non è nemmeno così male, con 19.3 punti, 5.8 rimbalzi e 5 assist di media a partita. Proprio per questo il suo allenatore vorrebbe che si prendesse più responsabilità in attacco, specialmente quando l’altra stella, ossia Curry, è in panchina a riposare.

