Non è andata per niente bene la prima partita senza Jimmy Butler per i Golden State Warriors, in back to back e battuti in casa per 145-127 dai Toronto Raptors. Una partita in cui si è rivisto Jonathan Kuminga, che non giocava da 16 gare e che Steve Kerr ha ributtato in campo per 21 minuti.
L’ala congolese ha segnato 20 punti con 5 rimbalzi in una “non competitiva” in cui gli Warriors erano già sotto in doppia cifra dopo un quarto. Il giorno dopo la notizia traumatica del lungo stop per Jimmy Butler è stato più interessante per ciò che il Gm degli Warriors Mike Dunleavy ha detto, sulle strategie della squadra da qui alla trade deadline del prossimo 5 febbraio.
Kuminga ha chiesto di essere ceduto ufficialmente la settimana scorsa e niente fa presagire che cambierà idea. “Siamo a conoscenza del suo desiderio, c’è stata una richiesta ma per soddisfarla ci deve essere del mercato. Vedremo come si evolverà la situazione” ha detto Dunleavy spiegando, forse per pretattica, che di richieste di trade serie per il giocatore non ne siano arrivate davvero. “Sono dispiaciuto che non abbia funzionato come avrebbe potuto. Ripeto, c’è stata una richiesta di trade ma non c’è nulla di imminente, In questa lega però le cose possono cambiare da un momento all’altro, e occorre farsi trovare pronti“.
Il Gm di Golden State ha anche anticipato “che non vede” scenari di trade per Jimmy Butler, anche ora che si è infortunato e resterà fuori per almeno 10-12 mesi. “Per Jimmy vedo un giocatore che quando tornerà saprà darci qualcosa in più, come aveva fatto l’anno scorso venendo qui. Tornerà la prossima stagione“.
Ammesso che Kuminga alla fine verrà ceduto, i giocatori che glin Warriors seguono sono sempre gli stessi: Michael Porter Jr, DeMar DeRozan o Trey Murphy III e soprattutto per l’ala dei Nets e dei Pelicans il prezzo sarà alto: “Se si parla di cedere delle prime scelte future che ci serviranno quando Steph Curry avrà smesso di giocare, dovranno essere spese per un giocatore che resterebbe qui a lungo” ancora il Gm.
