L’FBI svela una rete ramificata che collega Terry Rozier, Chauncey Billups e la mafia newyorkese a un sistema di scommesse illegali esteso su tre continenti. Coinvolti 34 individui tra giocatori NBA, allenatori e criminalità organizzata.
Il caso si fa sempre più emblematico: lo scandalo che sta scuotendo la NBA e che, nelle ultime settimane, ha rivelato dimensioni ben più ampie di quanto inizialmente emerso. Mettendo in evidenza come, sebbene anche i nuovi siti implementino protocolli sempre più sofisticati per prevenire frodi e manipolazioni, il mondo delle scommesse resta vulnerabile a infiltrazioni criminali e comportamenti illeciti. La ragione è da ricercare principalmente nella crescita esponenziale del settore, che oggi attira sui casinò milioni di appassionati in tutto il mondo.
Le prime rivelazioni: l’arresto di Rozier e Billups
Il 9 dicembre 2025 l’FBI ha annunciato l’arresto di 34 persone nell’ambito dell’operazione Nothing But Bet, svelando due schemi criminali interconnessi. Il primo coinvolge giocatori e assistenti NBA che avrebbero utilizzato informazioni riservate per manipolare scommesse illegali. Il secondo riguarda un sofisticato sistema di poker truccato collegato alla criminalità organizzata.
Tra i nomi più noti figura Terry Rozier, guardia dei Miami Heat, accusato di aver orchestrato nel marzo 2023, quando militava nei Charlotte Hornets, un’uscita anticipata da una partita per consentire ai complici di vincere scommesse illegali. La sua cauzione è stata fissata a 3 milioni di dollari e si è dichiarato non colpevole.
L’altro protagonista è Chauncey Billups, allenatore dei Portland Trail Blazers e membro della Hall of Fame, accusato di aver fatto da “facciata prestigiosa” per attirare vittime ignare a tavoli da poker truccati. Billups, che si è dichiarato non colpevole, è stato sospeso senza stipendio con una cauzione di 5 milioni di dollari.
Risulta coinvolto anche Damon Jones, ex giocatore NBA, accusato di partecipazione a entrambi gli schemi criminali. Le autorità hanno identificato sette partite NBA tra febbraio 2023 e marzo 2024 in cui sarebbero state manipolate informazioni per vincere scommesse.
La tecnologia del poker truccato e il coinvolgimento mafioso
Il secondo schema criminale rivela una sofisticazione tecnologica impressionante: tavoli da poker con raggi X per leggere le carte coperte, lenti a contatto speciali e occhiali per decifrare carte marcate, macchine mescolatrici compromesse. L’obiettivo era defraudare giocatori facoltosi attratti dalla presenza di ex stelle NBA.
L’indagine ha portato all’incriminazione di 13 membri e associati delle famiglie mafiose Bonanno, Genovese e Gambino. Secondo i procuratori, il sistema avrebbe generato milioni di dollari illeciti distribuiti su 11 stati americani, coinvolgendo anche estorsioni e rapine a mano armata.
Particolarmente significativo il caso di Jontay Porter, che sarebbe stato coinvolto attraverso pressioni legate a un debito di gioco con un associato della famiglia Gambino. Questo dettaglio illustra come gli organizzatori del poker truccato fossero gli stessi individui che manipolavano le scommesse NBA.
L’espansione dello scandalo: college e Cina
Il 15 gennaio 2026 i procuratori federali hanno rivelato nuove accuse contro Shane Hennen e Marves Fairley, già indagati negli schemi NBA, estendendo lo scandalo al basket universitario e alla lega cinese. I due avrebbero persuaso 39 giocatori di college basketball distribuiti su oltre 17 squadre a manipolare i punteggi in 29 partite di Division I nelle stagioni 2023-24 e 2024-25.
Quattro giocatori attualmente attivi sono stati formalmente accusati: Simeon Cottle di Kennesaw State, Carlos Hart di Eastern Michigan, Camian Shell di Delaware State e Oumar Koureissi di Texas Southern. Le università coinvolte includono DePaul, Tulane, Fordham, La Salle, Buffalo e altre 12 istituzioni accademiche.
Il sistema prevedeva che gli atleti garantissero che le loro squadre non coprissero lo spread (il margine di punti previsto dai bookmaker), ricevendo in cambio pagamenti compresi tra 10.000 e 30.000 dollari a partita.
Le origini cinesi dello schema
Le indagini hanno rivelato che lo schema di manipolazione non è iniziato nel 2023 con la NBA, ma nel 2022 in Cina. Hennen e Fairley avrebbero reclutato Antonio Blakeney, ex giocatore di LSU e Chicago Bulls, mentre militava nei Jiangsu Dragons della CBA.
Blakeney, che in quella stagione segnava mediamente 32 punti a partita, in un match di marzo 2023 in cui la sua squadra partiva sfavorita di 11,5 punti ha segnato solo 11 punti e i Dragons hanno perso con 31 punti di scarto. Hennen e Fairley hanno incassato 198.300 dollari da una scommessa piazzata in un casinò della Pennsylvania.
Il sistema si è rivelato così redditizio che Hennen, in un messaggio intercettato, ha scritto: “Niente è garantito in questo mondo tranne la morte, le tasse e il basket cinese“. A fine stagione, Blakeney avrebbe ricevuto 200.000 dollari per il suo ruolo nello schema.
La risposta della NBA e le indagini in corso
Il Commissioner NBA Adam Silver si è dichiarato “profondamente turbato” dalle accuse, affermando che “non c’è nulla di più importante per la lega e i suoi tifosi dell’integrità della competizione“. Silver ha rivelato che la NBA aveva già indagato su Rozier nel 2023 dopo che i bookmaker avevano segnalato scommesse anomale superiori a 200.000 dollari sulla sua prestazione individuale.
L’indagine interna all’epoca non aveva prodotto prove sufficienti per procedere, ma ora la lega sta intensificando gli sforzi investigativi. Secondo fonti accreditate, la NBA ha richiesto a diverse squadre, inclusi i Los Angeles Lakers, di consegnare cellulari e documenti nell’ambito dell’indagine sulle scommesse illegali.
Parallelamente, il Dipartimento di Giustizia ha annunciato indagini separate su possibili manipolazioni nel baseball professionistico e nel basket universitario. I casi giudiziari procedono lentamente: tutti gli imputati, eccetto Porter che si è dichiarato colpevole a luglio 2024, hanno respinto le accuse durante le udienze di novembre e dicembre.
Il tribunale di Brooklyn ha fatto sapere che potrebbero essere in corso negoziazioni per patteggiamenti per alcuni degli accusati, mentre i processi principali sono stati aggiornati.
Un sistema interconnesso che minaccia l’integrità dello sport
Ciò che emerge con sempre maggiore chiarezza dalle indagini federali è che tutti gli elementi dello scandalo sono collegati: gli organizzatori del poker truccato sono gli stessi individui che manipolavano le informazioni NBA, i giocatori coinvolti erano connessi attraverso debiti di gioco e reclutamenti incrociati, la tecnologia utilizzata per imbrogliare ai tavoli da gioco proveniva dagli stessi network criminali.
La portata geografica dello schema, che si estende dalla Cina agli Stati Uniti, dal basket professionistico a quello universitario, e il coinvolgimento di famiglie mafiose storiche dimostrano una ramificazione sistemica che va ben oltre i singoli episodi. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’effettiva profondità di questo scandalo e le sue conseguenze sull’integrità del basket a tutti i livelli.

