Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsOra la NBPA chiede la revoca del limite delle 65 partite: “E’ iniquo”

Ora la NBPA chiede la revoca del limite delle 65 partite: “E’ iniquo”

di Michele Gibin
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Il sindacato dei giocatori NBPA ha chiesto pubblicamente che il limite delle 65 partite, necessarie ai giocatori per concorrere e essere eleggibili per i premi individuali stagionali e i quintetti All-NBA sia “aggiustato oppure eliminato“. Si tratta di una regola inserita nell’ultimo contratto collettivo di lavoro CBA nel 2024, e votata pertanto anche dallo stesso sindacato.

La NBPA ha utilizzato l’esempio di Cade Cunningham come caso studio. La star dei Detroit Pistons, attualmente fuori per un infortunio, ha disputato fin qui una stagione da candidato MVP e sicuro All-NBA (primo o secondo quintetto). Cade ha giocato a oggi 61 partite e se non dovesse tornare in tempo utile – cosa difficile visto il tipo di problema fisico, un collasso polmonare a seguito di un trauma – non ricadrebbe entro il limite delle 65 “presenze” e pertanto fuori da ogni nomina.

Si tratta di un chiaro esempio di come la regola delle 65 partite sia sbagliata e debba essere o abolita o riformata, per introdurre delle eccezioni in caso di infortuni significativi. Da quando è stata adottata, troppi giocatori eleggibili per premi e All-NBA si sono ritrovati ingiustamente esclusi, a causa di questa regola iniqua e fin troppo rigida” così la NBPA in un comunicato.

La regola delle 65 partite giocate consente delle “deroghe” cui è però difficile accedere. A un giocatore che non abbia accumulato almeno 65 partite valide servono almeno 62 partite in cui abbia giocato almeno 20 minuti. Cunnigham, fermo a 61, non rientrerebbe a oggi neppure in tale parametro e sarebbe comunque fuori.

Con lui tante star NBA rischiano l’esclusione da qui alla fine della regular season: Nikola Jokic, 3 volte MVP, ha una sola partita di “bonus” da spendersi, Kawhi Leonard è a 56 presenze, Deni Avdija a 57 presenze così come Victor Wembanyama il quale sarebbe clamoroso dovesse restare fuori da ogni nomina e premio. Anthony Edwards ha 58 partite disputate. Anche Devin Booker (56) e Tyrese Maxey (61 partite ma out per infortunio) non hanno più molto margine. Altri come LeBron James o Stephen Curry sono già fuori.

Le nomine nei quintetti All-NBA e i premi valgono anche per i bonus e gli incrementi salariali sui contratti dei giocatori, che possono accedere ai contratti al massimo e supermassimo salariale anche in base ai conseguimenti personali. Con tanti milioni di dollari di differenza in gioco.

Il sindacato ha inoltre criticato il tentativo dei Milwaukee Bucks di convincere Giannis Antetokounmpo, a oggi infortunato, a restare fuori per il resto della stagione con la squadra ormai fuori dalla lotta per i play-in. Giannis è out per un problema al ginocchio e un accumulo di acciacchi rimediati in stagione, ma vorrebbe tornare in campo prima della fine della stagione.

Il sindacato NBPA si è chiesto se i Bucks non stiano violando la regola della participation policy della NBA: “La regola esiste per chiedere alle squadre responsabilità, e per incentivarle a schierare un giocatore come Antetokounmpo se questo è disponibile e pronto a giocare. Purtroppo le cosiddette regole antitanking funzionano solo se vengono applicate, e noi riteniamo che i tifosi, le reti TV partner (delle squadre, ndr) e in ultima istanza l’integrità stessa del gioco ne subiranno le conseguenze finché non verrò chiesto ai proprietari delle squadre di adeguarsi“.

LA NBPA s’è poi detta “pronta a collaborare con la lega” per studiare un nuovo reolamento e misure a prevenzione del fenomeno del tanking.

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