Il fiasco Jaden Ivey, arrivato a febbraio via trade e tagliato due mesi più tardi per motivi disciplinari, ha rimesso ai Chicago Bulls il presidente Arturas Karnisovas e le sue decisioni sul banco degli imputati.
Alla trade deadline di febbraio, i Bulls hanno indebolito come da programma il roster per “iscriversi” alla corsa alla draft lottery. Tra i giocatori in arrivo, il più interessante anche in prospettiva futura avrebbe dovuto essere Ivey, che aveva fatto vedere buone cose ai Detroit Pistons prima di infortunarsi e perdere posizioni nelle rotazioni al suo rientro. Ciò che i Bulls si sono ritrovati invece è stato un giocatore in crisi personale e religiosa, che col suo comportamento si è di fatto escluso da solo dalla squadra.
Scelta sbagliata, poca attenzione e un altro flop sul mercato per i Bulls. Che hanno sì liberato spazio salariale che era la missione principale del front office e la parte “facile”, ma che al momento di direzione e giocatori davvero di livello – con buona pace dei Josh Giddey e Matas Buzelis – ne hanno pochi. Da Chicago filtra l’insoddisfazione per l’operato di Arturas Karnisovas, al comando dal 2020 e che nello smantellare la squadra che aveva illuso nel 2021-22 prima dell’infortunio di Lonzo Ball – con l’ex Lakers, DeMar DeRozan, Zach LaVine, Nikola Vucevic e Alex Caruso – non ha ottenuto neppure una prima scelta futura al draft. Che non è arrivata neppure nelle trade per Coby White e Ayo Dosunmu.
Come riportato dal Chicago Sun-Times, anche la permanenza di coach Billy Donovan sarebbe a rischio. Il coach ha parlato al posto del front office del caso Jaden Ivey dopo il taglio dell’ex Pistons, cosa che non sarebbe dovuta essere di sua competenza. Sul Sun-Times si scrive che se Karnisovas docesse essere confermato al suo posto, a partire sarebbe Donovan, che avrebbe altre offerte da valutare, anche nella NCAA.
Nel frattempo, l’ormai ex Jaden Ivey ha proseguito la sua attività social e i suoi sfoghi dopo la notizia del taglio dai parte dei Bulls. In una delle sue dirette IG Ivey ha accusato la sua famiglia di averlo abbandonato “prendendomi per un matto, solo perché ho il coraggio di raccontare la verità“. Joe Cowely del Chicago Sun-Times ha raccontato in un articolo pubblicato martedì, che Ivey fosse in un evidente stato di confusione al suo arrivo a Chicago, risponendo alle domande con degli ammonimenti religiosi e morali e rendendosi subito “poco sopportato” dai compagni di squadra.

