La prima scelta assoluta a un draft NBA è sempre meglio averla che non averla, ma quest’anno è capitata agli Washington Wizards che si hanno fatto di tutto per ottenerla (ergo, hanno fatto schifo anche apposta), ma che sono in una situazione particolare e rischiosa.
Quale?
Quella della squadra impegnata su due fronti contrapposti e che non è possibile nei fatti (citofonare Golden State Warriors) portare avanti nella NBA di oggi, ovvero quelli de “sviluppiamo i giovani” e de “vinciamo almeno un po’ ora”. Tra gennaio e febbraio gli Wizards hanno prelevato via trade da Hawks e Mavs due stelle offuscate come Trae Young e Anthony Davis, che non hanno ancora e come da programmi giocato un solo minuto assieme. Davis ha già manifestato tutta la sua felicità per essere finito nella capitale ma al tempo stesso sa che in virtù del suo lauto contratto, almeno per un po’ dovrà farsi piacere la sua nuova casa e nel frattempo navigare a vista.
Al draft 2026 dalla prima scelta assoluta arriverà certamente un giocatore d’impatto. AJ Dybantsa, Darryn Peterson, Cam Boozer o Caleb Wilson sono tutti prospetti cinque stelle, Dybantsa a oggi è il favorito e giocatore ideale da aggiungere al roster attuale degli Wizards. Se non ché per una mera questione di status, chiunque arriverà dal draft planerà in una squadra che ha già a roster due All-Star come Davis e Young e i rispettivi ego da sfamare, e due giocatori in ascesa e su cui gli Wizards puntano forte come Alex Sarr e Tre Johnson oltre a Kyshawn George.
Avere talento non è mai un male, anzi. Ma quale time frame per dirla alla loro maniera dovranno privilegiare gli Washington Wizards?
Dopo la draft lottery fortunata, e sicuramente già in fase di pretattica, il presidente della squadra Michael Winger ha anticipato che la squadra potrà “almeno prendere in considerazione” l’idea di cedere la prima scelta assoluta. Winger, come riportato da Jake Fischer via SubStack, ha detto che gli Wizards non vedono la vittoria alla lottery “come un momento che salva la franchigia” dal momento che Washington ha a roster Trae Young e Anthony Davis, due star, e altro talento già accumulato (e citato prima). Gli Wizards dunque “non escluderanno a priori” di cedere la prima scelta assoluta qualora dovessero diventare disponibili “due o tre giocatori che Washington considera adatti” come contropartita.
Sarà molto difficile accada, ma cedere la prima scelta assoluta non è qualcosa che non sia mai avvenuto, prima e dopo il draft NBA. Nel 2014 i Cleveland Cavs che avevano appena riaccolto LeBron James, cedettero Andrew Wiggins ai Minnesota Timberwolves in cambio di Kevin Love. Il draft 2017 fu un caso particolare, con Markelle Fultz selezionato dai Philadelphia 76ers che avevano ottenuto la prima scelta assoluta attraverso una trade pre-draft a tre team con Celtics e Lakers. Nel 1993 gli Orlando Magic accettarono di cedere Chris Webber, appena scelto, ai Golden State Warriors in cambio di Penny Hardaway (allora terza scelta assoluta) e tre future prime scelte al draft, per formare con Shaquille O’Neal un asse point guard-centro formidabile.
Quale squadra potrebbe però fare agli Wizards la classifica offerta che non si può rifiutare? Brooklyn Nets e Sacramento Kings sono uscite scornate dalla lottery con scelte di rincalzo (6 e 7) ma non hanno chissà cosa da proporre. Michael Porter Jr non vale una prima scelta assoluta neppure se accoppiata con altre prebende future via draft, dei Kings è meglio tacere.
I Memphis Grizzlies hanno già ceduto Jaren Jackson Jr e non possono proporre agli Wizards Ja Morant (c’è già Young). Ma hanno la terza scelta assoluta nel 2026, posseggono tutte le loro prime scelte future al draft e a roster tra Santi Aldama, Cedric Cowards (che sarebbe però incedibile o quasi) o Ty Jerome hanno degli argomenti, per così dire.
E ancora: quanto è fantascienza pensare a dei Milwaukee Bucks che mangino la foglia con Giannis Antetokounmpo e propongano agli Wizards uno scambio con la loro prima scelta assoluta? Anche i Miami Heat sono caduti nella mediocrità che è il purgatorio NBA, troppo scarsi per fare i playoffs diretti e non troppo scarsi per imbarcare acqua organicamente, hanno contratti e giocatori ma meno controllo sulle loro prime scelte future nei prossimi due anni. I Chicago Bulls ci speravano nella prima scelta assoluta e hanno tutte le loro prime scelte future, ma ben poco come parco giocatori da proporre agli Wizards.

