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Detroit sembra Orlando, i Cavs fanno 2-2 e puntano all’upset

di Michele Gibin
cavs pistons gara 4

In 12 minuti perfetti i Cleveland Cavs hanno risolto anche gara 4 e pareggiato sul 2-2 una serie contro i Detroit Pistons testa di serie numero 1 (anche se non sembra) a Est, e che ora diventa una serie al meglio delle tre partite senza pronostico obbligato. Ove mai ci fosse stato all’inizio.

I Pistons subiscono un parziale di 24-0 nel terzo periodo dopo aver concluso avanti per 56-52 il primo tempo, Donovan Mitchell chiude con 43 punti di cui 39 segnati nel solo secondo tempo, nuovo record NBA pareggiato per i playoffs e che apparteneva dal lontano 1987 a Sleepy Floyd, guardia All-Star dei Golden State Warriors.

Detroit perde il terzo quarto per 38-21 e commette 18 palle perse di quelle sanguinose, consegnate direttamente in mano alla difesa dei Cavs che può poi lanciare la transizione. Cade Cunningham chiude a quota 5 palle perse personali e ha la sua fetta di responsabilità anche in gara 4, dopo gli errori che nel finale di gara 3 avevano bloccato i Pistons. A sua parziale discolpa ci sono però le prestazioni insufficienti per intraprendenza e concentrazione, ancor prima che per i limiti tecnici (spaventosi) di Jalen Duren e Ausar Thompson. Duren segna 8 punti in 27 minuti con 2 rimbalzi, mangiato vivo da Jarrett Allen e Evan Mobley che lo sbatacchiano di quà e di là sotto canestro. Ausar Thompson fa invece quasi compassione nella sua incapacità di tenere in mano un pallone, figurarsi pensare di tirarlo verso il canestro da una distanza superiore ai tre metri. Per lui 19 minuti di pena prima che coach JB Bickerstaff – altro “colpevole” – lo metta in panchina, Thompson chiude con 4 punti, 4 rimbalzi e 4 palle perse, un tabellino non nuovo per lui e “alla Ben Simmons”, che dovrebbe inquietare.

Non che tolti i due giovanotti, per Detroit le alternative siano chissà quante. Ma Caris LeVert (24 punti) e Paul Reed almeno se la giocano e si fanno trovare più pronti anche se ci vuole poco. Reed che già in gara 3 aveva soppiantato Duren nel secondo tempo segna 15 punti “a babbo morto” ma con 7 su 9 dal campo, il vecchio LeVert anche nel primo tempo fa meglio di Thompson, di un altro disastro ambulante come Daniss Jenkins (non è il suo livello di basket) e di Duncan Robinson. In gara 5 Detroit giocherà in casa e sarà interessante scoprire le scelte di coach Bickerstaff.

Anche sotto nel punteggio, nel primo tempo Cleveland aveva dato comunque l’impressione di possedere le chiavi del match visti i vantaggi fisici e tecnici. James Harden ha chiuso con 24 punti e 11 assist con sole 2 palle perse e 5 su 9 da tre, per un Evan Mobley molto coinvolto, 17 punti con 8 rimbalzi e 5 assist, con 3 recuperi e 5 stoppate che fanno sparire Jalen Duren dal campo.

Era mancato Donovan Mitchell nel primo tempo, rallentato dalla difesa di Detroit. Ma nel terzo quarto Spida è esploso: “Mi sono detto che non dovevo forzare, e che i tiri buoni sarebbero arrivati e che sarebbero entrati. E se non avessi fatto canestro, sarei stato comunque aggressivo. Eravamo sotto di 4 ma sapevo che avrei avuto un’opportunità nel secondo tempo. Il record? Siamo 2-2 nella serie e ora torniamo a Detroit, conta solo quello. Arriviamo bene a gara 5 ma troveremo un ambiente ostile. Sarà divertente“.

Nel post gara 4 coach JB Bickerstaff ha difeso Jalen Duren, e provato a spostare l’attenzione sulla solita querelle arbitrale facendo notare la disparità ai tiri liberi. 34 a 12 in lunetta per i Cavs che hanno però giocato con più fisicità e cercando di più di attaccare il canestro, mentre dall’altra parte complici anche delle spaziature pessime, Cade Cunningham è spesso finito in bocca alla difesa di Cleveland producendo perlopiù palle perse e passaggi in emergenza.

I Cavs dovranno riuscire in gara 5 in qualcosa che non hanno ancora fatto in questi playoffs, ovvero vincere in trasferta. 0-5 il record tra Toronto e Detroit, e con la serie sul 2-2 gara 5 sarà la classica partita pivotal, su cui girerà l’esito finale. “Penso che sia sostenibile il modo in cui stiamo giocando io e Mitchell. Stiamo creando tanti tiri al ferro, sia nostri sia di un compagno, e questo fa bene al nostro attacco. Penso che abbiamo trovato qualcosa su cui capitalizzare” ha detto James Harden.

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