I San Antonio Spurs erano ben consapevoli che dopo aver dominato gara 5 la serie contro i Minnesota Timberwolves necessitava solo di un’ultima spallata per concludersi, e alla sesta partita a Minneapolis si sono peritati di provocarla subito. E’ andato tutto secondo programma, con un 139-109 finale perentorio e firmato Victor Wembanyama, De’Aaron Fox e soprattutto Stephon Castle.
Castle ha segnato 32 punti in gara 6 con 5 su 7 da tre, punendo da subito la scelta dei Twolves di non marcarlo dietro l’arco con tre triple già nel primo quarto. 36-27 il parziale Spurs in apertura, che diventa 50-27 nel secondo periodo quanto la partita si è già decisa. Minnesota concede definitivamente nel terzo periodo (36-23), troppo imprecisa in attacco Naz Reid a parte e senza apporto alcuno da parte di un Julius Randle nullo (3 punti e 1 su 7 al tiro) e di un Jaden McDaniels in calo. Anche Anthony Edwards, lontano chilometri dalla sua forma migliore causa ginocchia, sbatte contro la difesa di San Antonio e chiude la sua stagione con 24 punti e 9 su 26 dal campo.
“Bravi gli Spurs, sono stati la squadra migliore. Ho voluto mostrare loro il rispetto che meritano” ha detto Edwards, che prima di tornare in panchina a guardare gli ultimi minuti di garbage time di gara 6 ha dato il “cinque” ai suoi avversari complimentandosi con loro. Ant non ha poi voluto pensare già alla prossima stagione e su cosa i suoi Twolves dovranno fare di diverso per ripresentarsi in finale di conference, come nelle due stagioni precedenti.
San Antonio aveva perso gara 1 in casa, sorpresa dal rientro di Edwards, ma per il resto ha sempre controllato la serie. Anche nella gara 4 dell’espulsione di Wembanyama, nel quarto periodo era avanti di 8 punti prima della rimonta dei Twolves e in gara 5 e 6 ha ribadito la sua superiorità. Per Wemby 19 punti con 6 rimbalzi e 4 palle perse, De’Aaron Fox ha segnato 21 punti con 10 tiri e 9 assist, 18 i punti di Julian Champagnie e 15 quelli del solito Dylan Harper, grandissimo fattore finora ai playoffs nel suo ruolo di sesto uomo. Per gli Spurs 18 su 38 da tre e la soddisfazione d’essersi evitati una gara 7 faticosa e sfibrante, mentre dall’altra parte gli Oklahoma City Thunder attendono da giorni.
“Cosa mostra questa partita? Che siamo cresciuti e abbiamo acquisito più esperienza durante questi playoffs, anche se sono i primi per noi. Ora siamo nelle migliori condizioni possibili” ha detto Wembanyama. Abbastanza per OKC? “Abbiamo fiducia ma ora come ora non ci sto ancora pensando, ora penso a recuperare. Oggi Castle è stato straordinario, con la sua calma nel prendere le decisioni e far pagare la loro difesa. Ha tirato quando doveva, passato quando doveva e segnato“.
La finale della Western Conference sarà Thunder-Spurs come atteso vista la regular season. A oggi OKC non ha affrontato vere sfide ai playoffs, troppo superiore a Suns e Lakers menomati senza Luka Doncic, e ora troverà una squadra che tra regular season e NBA Cup li ha battuti tre volte. I playoffs sono però altra cosa, e i Thunder sono i campioni NBA in carica e per la serie contro San Antonio riavranno anche Jalen Williams, recuperato dopo lo stop per infortunio già in gara 2 della serie contro Phoenix.
“Adesso andiamo a affrontare un animale del tutto diverso, e questa è tutta esperienza per noi. La nostra mentalità deve essere però quella di spingere sul gas, qualsiasi cosa succeda” così Dylan Harper, verso la serie contro OKC.
E Minnesota? I Twolves hanno superato un turno di playoffs giocando metà serie contro i Denver Nuggets senza Donte DiVincenzo, Anthony Edwards e Ayo Dosunmu, e trovando punti e energia da Rudy Gobert, Jaden McDaniels e Terrence Shannon Jr (21 punti in gara 6 per lui). In questi playoffs Naz Reid ha dimostrato (ancora) di essere un titolare nel ruolo coperto da Julius Randle, Ayo Dosunmu sarà free agent e eleggibile per un rinnovo pluriennale di contratto, e dovrà essere il sostituto di DiVincenzo che salterà per intero la prossima stagione. Tra gli altri free agent, Mike Conley che potrebbe ritirarsi, e Bones Hyland e Jaylen Clark.
