Il gesto di Anthony Edwards in gara 6 non è certamente passato inosservato. La stella dei Timberwolves ha deciso di alzarsi dalla panchina per congratularsi con giocatori e staff dei San Antonio Spurs a 8 minuti circa dal termine della gara. In quel momento il punteggio era di 128-95 in favore dei texani e il coach di Minnesota, Chris Finch, aveva appena deciso di mettere in campo il quintetto di riserva, risparmiando gli ultimi minuti ai titolari.
La scena ha dato luogo a un acceso dibattito nei commenti post-gara, polarizzando i pareri di sportivi, analisti e tifosi in due schieramenti: chi non ha digerito il gesto di Edwards, interpretandolo come una resa anticipata e chi ne ha invece sottolineato la grande sportività.
A capitanare la prima fazione, dal salotto di NBA on Prime sono intervenuti Udonis Haslem, Dirk Nowitzki e Blake Griffin. L’ex veterano dei Miami Heat ha posto l’accento sulla differenza tra il basket odierno e quello vecchia scuola, dove un gesto simile non si sarebbe mai verificato: “Da leader non avrei mostrato quella debolezza. La partita non è finita: mancano otto minuti, mi esce ancora il fumo dalle orecchie (…). A partita finita andrò da loro e gli stringerò la mano“. Secondo Haslem, questa scena ha mostrato i limiti di Edwards da leader: “Dopo che i ragazzi in panchina mi hanno incitato durante la partita, quando siedo in panchina gli devo restituire l’energia. A fine gara andrò dagli avversari”.
Netta la critica di Nowitzki: “Troppo per me, puoi mostrare tutto il tuo rispetto a fine partita. Per me è stato molto strano“. Concorde anche Griffin, seppur in toni leggermente più morbidi. La posizione degli ex-giocatori è dunque unanime e al loro coro si aggiunge la voce di Steve Van Gundy, direttamente durante la telecronaca di gara-6: “Avrei preferito di gran lunga se avesse aspettato la fine della partita“. Profetico, tra l’altro, nell’aggiungere: “Voglio sentire cosa dirà Udonis Haslem nel post-gara“.
Eppure, nonostante la maggioranza degli analisti ed esperti sia concorde su come valutare il gesto di Anthony Edwards, sui social e su diverse testate amatoriali molti tifosi sembrano dare ragione a Ant-Man, apprezzandone classe e sportività. “A quel punto sai di non poter rientrare in partita, perciò provi solo a dargli il rispetto che meritano“, le parole del numero 5 dei Timberwolves su quanto accaduto contro gli Spurs, i quali, come ammesso senza alibi dallo stesso Edwards, “Sono stati migliori di noi per tutta la serie“.
Tra chi lo accusa e chi lo difende, Anthony Edwards continua a essere uno dei volti più discussi della NBA moderna. Giocatore generazionale, leader e personaggio divisivo, la stella dei Timberwolves dovrà ora trasformare le polemiche in benzina per la prossima stagione. Per un talento del genere, eliminare questi episodi controversi è forse l’ultimo gradino da salire verso la grandezza.

