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Spurs e Thunder, tutto a gara 7: è la prima volta dal 2018 a Ovest

di Michele Gibin
spurs thunder gara 7

Con la sua scelta di non andare in sala stampa dopo gara 5, che gli è costata una reprimenda da parte della NBA, Victor Wembanyama è però riuscito a mandare e veicolare il messaggio giusto ai suoi San Antonio Spurs in vista della partita della vita: esiste solo gara 6, da vincere in casa, e niente altro.

Messaggio arrivato e letto, e mandato a memoria a giudicare dal 118-91 con cui gli Spurs hanno respinto gli Oklahoma City Thunder e allungato la serie fino alla decisiva gara 7. San Antonio ha guidato nel punteggio dall’inizio alla fine ed è stata la squadra più aggressiva, a OKC non è servito il rientro di Jalen Williams per provare a contenere i padroni di casa e tentare il blitz nel quarto periodo, la partita era già scappata di mano presto, a metà del secondo quarto (+16 Spurs) e definitivamente dopo un terzo periodo da 32-13 di parziale per i texani.

Wembanyama ha segnato 28 punti in 28 minuti, con 10 rimbalzi e 10 su 21 dal campo, 3 stoppate e una quantità innumerevole di aiuti e rotazioni difensive che fanno costantemente girare al largo gli esterni di OKC. Sotto il canestro Spurs quando c’è Wemby, semplicemente non si tira e ai Thunder non resta che affidarsi a un tiro da tre che non entra (10 su 40) senza neppure riuscire a rimpinguare in lunetta. Troppo disciplinati in difesa gli Spurs che riempiono l’area e negano senza falli tiri facili a Shai Gilgeous-Alexander.

15 su 41 da tre per San Antonio, con Dylan Harper che in casa torna a essere un fattore in attacco con 18 punti, 6 rimbalzi e 4 assist. Per Stephon Castle, che stavolta si smazza Shai in difesa con Devin Vassell, ci sono 17 punti con 9 assist e una sola palla persa, Keldon Johnson segna 9 punti e San Antonio non paga un’altra serata nera per De’Aaron Fox. 5 punti in 26 minuti con 1 su 9 al tiro e 7 assist.

Non paga perché dall’altra parte sono polveri asciutte per tutti. Shai Gilgeous-Alexander segna 15 punti con 6 su 18 al tiro senza segnare da tre, Chet Holmgren torna timido in attacco dopo il sussulto di gara 5 e soprattutto – e al contrario di Wembanyama – non intimidisce nessuno sotto il suo canestro. Non Castle, non Harper che vanno a sfidarlo là sotto e spesso ne escono vincitori. Jalen Williams torna in campo ma gioca soli 10 minuti dalla panchina, è a mezzo servizio e si muove come sulle uova.

San Antonio chiude il primo tempo sul 60-53 poi apre il terzo periodo con un parziale di 11-0 decisivo. Gara 7 diventa realtà quando nel quarto quarto le due squadre mettono in panchina i propri titolari: è già ora di pensare al volo di ritorno a Oklahoma City e alla prima gara 7 delle Western Conference Finals dal 2018.

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