Jalen Brunson ha vinto con voto unanime il premio di MVP delle NBA Finals 2026 al termine di una gara 5 che è destinata a restare nella storia della lega: 45 punti in trasferta a San Antonio per superare ancora una volta gli Spurs e dare a NY il suo primo anello dal lontanissimo 1973.
Per Brunson 14 su 27 al tiro, l’ex giocatore dei Mavs ha segnato da solo di fatto metà dei punti dei suoi con 4 triple a bersaglio e 13 su 15 il lunetta. JB ha segnato a un certo punto 13 punti di fila nel quarto periodo quando la probabile vittoria dei Knicks era diventata sempre più palbabile al Frost Bank Center, mentre gli Spurs cedevano alla fatica e all’inesperienza tanto fatale per loro in queste Finals.
Non vi era altro candidato che Jalen Brunson al premio di MVP. Karl-Anthony Towns era stato entusiasmante nelle prime due partite della serie, due vittorie in trasferta che hanno scritto di fatto la storia di queste Finals, ma KAT è poi calato da gara 3, spesso limitato dai problemi di falli. Sceso lui, era salito OG Anunoby che in gara 4 assieme a Brunson è stato decisivo con 33 punti, la stoppata e il canestro cruciali nel finale al Madison Square Garden.
Jalen Brunson però è stato l’origine e lo snodo delle fortune dei Knicks per tutti i playoffs, e in questa serie. 30 punti in gara 1, 32 in gara 3 persa, 36 nella gara 4 sopracitata e il capolavoro da 45 punti in gara 5. Per Brunson delle Finals da 32.6 punti di media con il 42% dal campo e il 39% da tre, 4.2 rimbalzi e 4.6 assist con 2.0 recuperi.
I suoi 45 punti di gara 5 sono il nuovo record di franchigia dei New York Knicks in una partita delle Finals, battuti i 38 di Willis Reed nel 1970 in gara 3. contro i Los Angeles Lakers. E Willis Reed non è certo un nome a caso, dopo l’impresa di questa stagione Jalen Brunson diventa uno dei più grandi Knicks di sempre, assieme a Reed, a Walt Frazier, a Patrick Ewing e a Earl Monroe, Bernard King e persino Carmelo Anthony, amatissimi dai tifosi che però non hanno mai vinto, e che non hanno fatto in maglia bianco, blu e arancio ciò che Brunson ha fatto.
Arrivato a NY nel 2022 dopo quattro stagioni ai Dallas Mavs di Luka Doncic, con cui aveva iniziato da riserva per poi diventare titolare e giocatore di rilievo nel 2021-22 quando i Mavericks giocarono e persero le finali di conference, Jalen Brunson ai Knicks è diventato una star. Tre volte All-Star, Tre volte All-NBA, quinto nelle votazioni per l’MVP nel 2024, con lui i Knicks sono tornati in vetta alla Eastern Conference e hanno vinto prima la NBA Cup nel 2025 e quindi il titolo NBA che mancava da 53 anni. Il tutto con una taglia fisica alla Allen Iverson, e da giocatore NBA entrato nella lega al secondo giro del draft NBA 2018, numero 33 in uscita da Villanova con cui ha vinto due titoli NCAA, assieme ai suoi compagni di squadra anche oggi nei “Nova Knicks”, Josh Hart e Mikal Bridges.
“Non ho parole, non so neppure bene come mi sento. So che è il mio sogno” ha detto Jalen Brunson pochi attimi dopo la sirena finale di gara 5, incredulo e commosso. “Sono davvero felice, ogni volta che qualcuno ci aveva dati per finiti, noi abbiamo sempre trovato una risposta e un modo per rimediare“.
