I Miami Heat hanno avuto quello che cercavano, Giannis Antetokounmpo ma per averlo hanno accettato di spendere se non dilapidare quasi per intero i loro “asset” in termini di giocatori giovani e scelte future al draft. E ora, dopo essersi assicurati uno dei 10 migliori giocatori NBA degli ultimi 15-20 anni, dovranno solamente costruire attorno a lui un roster tutto nuovo. E possibilmente vincente.
Tyler Herro, Kel’el Ware, Jaime Jaquez Jr e Kaspar Jakucionis sono andati, così come la scelta numero 13 al draft NBA 2026 che finirà ai Milwaukee Bucks. Miami ha impegnato nella trade anche due prime scelte future non protette ai draft 2031 e 2033 (campa cavallo) e un’opzione di “pick swap” nel 2030, oltre a una seconda scelta futura. Gli Heat hanno conservato le loro prime scelte del 2027 o 2028 (dipende da quale delle due finirà a Charlotte) e 2029 che però non sono spendibili sul mercato per altre trade per via della Stepien Rule. E basta un rapido sguardo al roster che resta – a oggi – per capire che a Miami di lavoro Pat Riley e Andy Elisburg ne hanno ancora parecchio.
Giannis e Bam Adebayo sono i due punti fermi. Nikola Jovic è la speranza coi suoi ancora 23 anni, un contratto lungo ma su cifre “contenute” e si spera per lui un ruolo maggiore già dalla prossima stagione. Andrew Wiggins eserciterà salvo sorprese la sua player option da 30 milioni di dollari sul suo ultimo anno di contratto e finirà sul mercato un minuto dopo, Davion Mitchell si è guadagnato una conferma da titolare sul campo ed è eleggibile per un’estensione di contratto, che scadrà altrimenti nel 2027. Norman Powell sarà invece free agent così come Simone Fontecchio, che a questo punto potrebbe anche restare a South Beach in un contesto in cui a Miami servirà tiro e ancora tiro, ma per gli Heat sarà cruciale trattenere Powell, All-Star nel 2026 e unico realizzatore perimetrale credibile rimasto.
Dietro a ogni altra considerazione di mercato ci sono i conti, però. Da Milwaukee arriverà anche Bobby Portis, giocatore che darà una mano dalla panchina, e il cui salario Miami dovrebbe “accogliere” grazie alla trade exception da oltre 16 milioni di dollari creata cedendo Duncan Robinson a Detroit un anno addietro. E coi contratti di Antetokounmpo e Portis (e Wiggins, qualora esercitasse la sua player option) gli Heat supereranno il first tax apron salariale. Vale inoltre la pena ricordare che la trade coi Bucks diventerà ufficiale solo dal 6 luglio e le squadre avranno ancora tempo per aggiustamenti e per allargare eventualmente lo scambio.
A oggi la “depth chart” dei Miami Heat sarebbe:
- Bam Adebayo
- Giannis Antetokounmpo
- Andrew Wiggins
- Davion Mitchell
- Pelle Larsson
Con Bobby Portis, Nikola Jovic, Dru Smith e Myron Gardner sotto contratto.
Come potrebbe Miami rinforzare il suo roster dopo la trade? Wiggins sarà in scadenza di contratto e potrebbe essere ceduto per due giocatori di livello inferiore ma che farebbero “numero”, Simone Fontecchio avrà certamente dell’interesse sul mercato ma l’arrivo di Giannis ha aperto minuti e spazio almeno in potenza per lui, qualora gli Heat fossero interessati a proseguire con l’azzurro. Gli Heat avranno la seconda scelta numero 41 al draft, tra poche ore. Il vero nodo è Norman Powell: anche l’ex Clippers avrebbe tutto l’interesse a restare a Miami, che detiene i suoi Bird rights da free agent ma rifirmare Powell significherebbe per gli Heat superare il second tax apron e precludersi ogni tipo di flessibilità salariale.
In quest’ottica, sarebbe più utile scaricare il contratto di Wiggins senza ricevere contratti in cambio, e per fare questo Miami dovrebbe dirottare l’ex Warriors verso una squadra con spazio salariale sufficiente. I Brooklyn Nets hanno appena assorbito il contratto di Julius Randle e sono da escludere, restano i Memphis Grizzlies che stanno sempre cercando di piazzare Ja Morant. E sebbene l’operazione possa sembrare a oggi acrobatica, proprio Morant potrebbe finire a Miami, per mancanza di alternative per i Grizzlies che a un certo punto dovranno accontentarsi di “scaricare” il contratto di colui che è stato un giocatore franchigia, per soli benefici salariali. Un po’ come mesi fa gli Atlanta Hawks hanno fatto con Trae Young.
Nel ruolo di point guard ci sarebbero anche nomi come Dejounte Murray, reduce però da infortuni e con poco tiro perimetrale. Trey Murphy III, un’ala, è irraggiungibile per Miami che però potrebbe tentare coi Brooklyn Nets per Michael Porter Jr. L’ex Nuggets è all’ultimo anno di contratto ed è eleggibile per un’estensione di cui a oggi non si parla a Brooklyn, e essersi accollati Julius Randle da Minnesota in cambio di un 27enne come Nic Claxton (finito ai Bulls) la dice lunga sulle intenzioni dei Nets per la prossima stagione. BKN avrà la sesta e la 28esima scelta assoluta al primo giro del draft, e la numero 43 al secondo giro.
Scandagliando le ipotesi, anche quella di Zach LaVine in uscita da Sacramento non sarebbe da scartare sebbene senza l’appoggio di una terza squadra, la trade non si potrebbe fare. I Portland Trail Blazers scaricherebbero volentieri il contratto di Jerami Grant (39% da tre in tre stagioni a Portland), i Dallas Mavs farebbero lo stesso con quello di PJ Washington e Klay Thompson.
Giannis Antetokounmpo è sotto contratto per altri due anni fino al 2028 (player option) ma sarà eleggibile da gennaio per un’estensione con Miami, che potrebbe valere dai 214 ai 275 milioni di dollari complessivi a seconda della durata. E’ possibile che le parti discuteranno un’estensione dalla prossima off-season nel 2027, quando Giannis dovrà decidere se esercitare o meno la sua opzione da 62.7 milioni di dollari per il 2027-28.
Dal momento che la trade non sarà completa fino al 6 luglio, Heat e Bucks potrebbero “spezzarla” in due trade diverse per quanto riguarda i contratti coinvolti: Tyler Herro in cambio di Giannis Antetokounmpo e Ware, Jaquez Jr e Jakucionis in cambio di Bobby Portis, scenario che permetterebbe a Miami di assorbire il contratto di Portis nella trade exception creata un anno dalla dalla cessione di Duncan Robinson, e a Milwaukee di creare una maxi trade exception “cumulata” da oltre 25 milioni di dollari.
