La trade Jaylen Brown ha messo un poco in ombra la decisione presa pochi giorni prima, degli Charlotte Hornets di cedere LaMelo Ball ai Minnesota Timberwolves e voltare pagina rispetto a colui che sembrava ancora il giocatore franchigia in North Carolina.
Gli Hornets hanno ricavato dalla cessione di Ball e Josh Green ai Twolves, un giocatore in ascesa come Naz Reid, e una futura prima scelta senza protezioni (2033) più il diritto di “pick swap” su altre tre prime scelte future e altrettante seconde scelte future al draft. Non l’unica mossa di Charlotte che ha anche ceduto ai Phoenix Suns via trade Miles Bridges in cambio di Grayson Allen e Royce O’Neale, due operazioni che hanno cambiato il volto al roster a disposizione di coach Charles Lee, e la traiettoria della squadra.
“Sono decisioni difficili da prendere ma quando valuti com’è andata una stagione nella sua interezza è importante essere onesti, per assestare a che punto si è con un determinato gruppo” ha spiegato il Gm degli Hornets Jeff Peterson “E questo è parte del mio lavoro. Il nostro obiettivo qui non è competere per un solo posto ai play-in, e guadagmarsi magari i playoffs in un’annata singola. Ora, non c’è dubbio che la scorsa stagione sia stata di successo in certi termini e per diverse persone, e LaMelo Ball è stato una parte molto importante. Ciò che ho fatto è agire per il meglio della franchigia sul lungo termine“.
E il meglio per gli Charlotte Hornets oggi, nei progetti di Peterson, è puntare su Brandon Miller, Kon Knueppel, Naz Reid, Coby White e altri prospetti come Mouissa Diabate, Ryan Kalkbrenner e i due rookie scelti al primo giro a draft NBA 2026, Hannes Steinbach e Christian Anderson. Le cessioni di Ball e Bridges sono servite, assieme a altre trade minori, a garantire agli Hornets un capitale importante di scelte future extra al draft, da utilizzare qualora in futuro un grande giocatore dovesse diventare disponibile via trade, e a creare una maxi trade exception da oltre 40 milioni di dollari, la più grande di sempre nella storia NBA, da sfruttare entro un anno.
“LaMelo Ball è un grandissimo ragazzo e tutti qui gli vogliamo bene, ha un grandissimo talento e avevamo un rapporto ottimo. Detto questo, ciò di cui stiamo parlando è successo duraturo e obiettività di dove siamo come squadra e organizzazione, e io non ho dubbi che questa squadra per come è stata costruita avrà successo negli anni. L’obiettivo è essere una squadra da playoffs anno dopo anno, e quando hai l’occasione di prendere un giocatore adatto come Naz Reid, lo fai” ha detto ancora Jeff Peterson “E tutti gli asset al draft e la flessibilità salariale che abbiamo ora, li abbiamo potuti raggiungere con una singola trade“.
Peterson ha parlato anche di Brandon Miller, seconda scelta assoluta al draft NBA 2023 e che lo scorso anno ha viaggiato a 20.2 punti di media con 4.9 rimbalzi e il 38.3% da tre in 65 partite, prima di fermarsi per un infortunio alla spalla sinistra, operata poi a maggio. Miller è eleggibile per la sua rookie scale extension e senza estensione diventerà restricted free agent nel 2027: “Ne abbiamo già parlato con Brandon e i suoi agenti, loro sanno che vogliamo Miller in squadra con noi per tanti anni“.
