Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLA ClippersAdam Silver: “Non abbiamo fermato noi la trade Leonard. Spero in chiusura entro l’estate”

Adam Silver: “Non abbiamo fermato noi la trade Leonard. Spero in chiusura entro l’estate”

di Michele Gibin
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Il commissioner NBA Adam Silver “si augura” che le indagini sul caso Kawhi Leonard-Aspiration e su un presunto tentativo degli LA Clippers di aggirare le regole salariali della lega, “possano chiudersi entro l’estate e prima della prossima stagione“, e a latere dell’ultimo meeting del board of governors NBA ha precisato he la trade che ha portato Leonard ai Toronto Raptors “non è stata messa in pausa dalla lega“.

Lo scorso 30 giugno Clippers e Raptors si sono accordati per una trade che dovrebbe riportare Kawhi a Toronto dove vinse nel 2019, in cambio di Brandon Ingram, Gradey Dick e scelte future al draft. Trade che non è stata ancora ufficializzata, Silver ha chiarito che si tratta “di una decisione delle due squadre, che non hanno voluto compiere altri passi viste le indagini ancora in corso. La situazione era del resto già nota prima, Raptors e Clippers hanno deciso di non trovarsi nell’incertezza e non penso che nessuno potesse ritenere che lo status di Kawhi Leonard sarebbe cambiato con una trade. Detto questo, le indagini devono risolversi prima dell’inizio della prossima stagione, ci è voluto più tempo di quello che speravo, decisamente“.

Le – eventuali – sanzioni in caso le indagini decretassero le responsabilità dei Clippers, restano sul tavolo: multe pecuniarie, sanzioni amministrative come revoca di scelte future al draft, e per il giocatore l’annullamento del suo contratto. Nel comunicare la sospensione della trade, gli LA Clippers hanno ribadito la loro totale estraneità ai fatti.

The Athletic ha riportato alcuni nuovi dettagli emersi dalle indagini, che la NBA ha affidato nei mesi scorsi allo studio legale Wachtell, Lipton, Rosen & Katz di New York. Secondo alcuni ex dipendenti di Aspiration, dal 2021 al 2025 sponsor dei Clippers e poi in fallimento, l’azienda aveva preparato effettivamente dei piani per una campagna di marketing da realizzare con Kawhi Leonard, con cui Aspiration aveva siglato l’ormai famoso contratto di sponsorizzazione “fantasma” da 28 milioni di dollari, e origine dell’intera vicenda. Aspiration aveva commissionato dei bozzetti per la campagna pubblicitaria, ispirati al personaggio Marvel di Groot e che The Athletic ha pubblicato, e che attesterebbero se non altro la volontà di Aspiration di lavorare alla partnership col giocatore. Campagna che non è mai però veramente iniziata, e anzi sarebbe stata interrotta “solo dopo poche settimane”.

Secondo The Athletic, “in pochi” tra i dirigenti di Aspiration credevano nel potenziale di una partnership con Leonard come testimonial, che invece aveva nell’ex CEO dell’azienda Joseph Sanberg un grande sostenitore. Steve Ballmer, proprietario dei Clippers, avrebbe investito in quasi 5 anni dai 50 ai 60 milioni di dollari in Aspiration, altro dato che le indagini dovranno verificare: investimenti nella compagnia per sostenerla durante la crisi, oppure un modo per garantire le “coperture” al contratto di Kawhi Leonard? Sanberg è stato condannato nel 2025 a 14 anni di reclusione per truffa agli investitori e bancarotta fraudolenta e i Clippers si sono sempre difesi citandosi come vittime dello schema dell’ex CEO.

Secondo Adam Silver, le indagini hanno occupato parecchi mesi per via della natura “complicata, quando si parla di cause per bancarotta e testimoni reticenti“. Sulla vicenda avrà voce in capitolo anche il sindacato NBPA dei giocatori, con il nuovo direttore esecutivo David Kelly che ha dichiarato: “Non ci dovrebbe volere così tanto per fare luce su un caso del genere, questo è un fatto“. Sindacato che potrebbe chiedere e ottenere dopo la chiusura delle indagini un arbitrato di propria designazione con la NBA, che dovrà stabilire se ci siano state violazioni nel contratto collettivo di lavoro CBA. Arbitrato che la lega potrà evitarsi solo se dovesse giungere a un accordo coi i Clippers e Steve Ballmer su eventuali sanzioni.

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