Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsSilver: “Sull’espansione confermo il 2028-29. Il second tax apron funziona, e resta”

Silver: “Sull’espansione confermo il 2028-29. Il second tax apron funziona, e resta”

di Michele Gibin
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Nell’ultima riunione del board of governors della NBA a Las Vegas dove si sta giocando la Summer League, le 30 squadre hanno parlato anche del dossier espansione della lega oltre le 30 franchigie attuali e con il futuro che è ormai orientato verso Seattle, e la stessa città del Nevada che avranno in futuro un loro team.

Quando? Adam Silver ha ribadito la stagione 2028-29 come la prima data utile per le due franchigie d’espansione, sulla base di quanto ratificato dal board a marzo. Da allora “diversi investitori” hanno inoltrato le loro proposte agli uffici della lega, e la NBA sta valutando quanto in possesso, dal punto di vista finanziario. “Tutta musica per le mie orecchie, anche se c’è ancora tanta strada da fare in termini di discussioni coi partner. Las Vegas? Ci sono tanti investitori seri e interessati, posso dire questo“.

Sempre Silver ha indicato con la fine del 2026 la data entro cui si avrà una decisione sull’espansione della lega. La squadra di Seattle si chiamerà SuperSonics e riporterà in vita una delle franchigie più gloriose, e tra gli investitori già usciti allo scoperto c’è la One Roof Sports & Entertainment, holding proprietaria dei Seattle Kraken della NHL.

In conferenza stampa, Silver ha riassunto i punti principali affrontati durante il meeting tra cui il caso Kawhi Leonard-Apiration che si trascina ormai da mesi, e che ha “messo in pausa” la trade tra Clippers e Raptors che dovrebbe riportare Leonard a Toronto. Adam Silver ha anche risposto alle recenti polemiche sull’istituzione del second tax apron, inserito nelle nuove regole salariali della lega dal 2024 e che sta iniziando a generare i suoi effetti sulle strategie delle squadre. Effetti voluti, dice Silver: “Lo scopo di questo sistema è aumentare la competizione tra le squadre, aprirla. Col nuovo contratto collettivo di lavoro abbiamo agito proprio per scardinare quella convinzione che solo certe città e certi mercati potessero davvero competere ai massimi livelli (…) è un sistema che sta funzionando molto bene“.

Il sindacato NBPA dei giocatori, per voce del nuovo direttore esecutivo David Kelly, aveva criticato solo pochi gironi fa il second tax apron defindendolo dannoso, e chiedendone una ridiscussione. “Ogni nuovo contratto collettivo è frutto di una serie di compromessi e questo non fa eccezione. Una riforma? Si ma solo quando parleremo del prossimo contratto” ha chiuso il commissioner NBA.

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