Il front office dei Detroit Pistons sta lavorando in questi giorni per risolvere le situazioni contrattuali di Reggie Jackson e Greg Monroe, restricted free agent l’esterno e unrestricted free agent l’ala centro ex Georgetown. L’agente di Monroe, David Falk, è più che disposto a sedere al tavolo delle trattative con altre franchigie, specie qualora dovessero arrivare offerte di un certo rilievo. Non è una novità che il lungo dei Pistons voglia cambiare aria.
Il lungo da New Orleans (che ha chiuso quest’anno con 15,9 punti e 10,2 rimbalzi a serata) non disdegnerebbe nemmeno una permanenza nella Motowon, ma il finora poco convincente progetto della proprietà Gores, unito alla non straripante volontà da parte di quest’ultimo nell’aumentare il salario del giocatore rispetto ai $5 milioni e mezzo percepiti quest’anno, potrebbero far propendere il nostro Greg per l’idea di cambiare casacca nella prossima stagione. Monitorare il mercato per mettere di fianco a lui e Drummond un settepiedi più intimidatorio a livello difensivo potrebbe però rappresentare una valida soluzione alternativa.
Diversa situazione per Reggie Jackson, sulla cui riconferma permane la ferma volontà di Van Gundy, che vede in lui la point guard ideale in grado di prendere per mano la squadra negli anni a venire. Avvicinare le parti, a cominciare da un ritocco agli attuali poco più di $3 milioni d’ingaggio (i Pistons appaiono pronti ad adeguarsi a qualunque offerta), non dovrebbe rappresentare un problema insormontabile, specie considerando che il nativo di Pordenone ha già avviato la sua offseason a Detroit con una serie di allenamenti individuali in compagnia di una parte dello staff tecnico dei Pistoni.
Per la verità il denaro per trattenerli entrambi non mancherebbe, Detroit nel suo salary cap ha a disposizione $27.9 milioni garantiti per stipendiare fino a cinque nuovi giocatori nella prossima stagione, volendo potrebbe quindi rifirmare sia Jackson che Monroe avendo al contempo la possibilità di esplorare il mercato dei freeagent e aggiungere al roster uno o due nomi di altisonanti. Gores e il resto della proprietà dovranno confrontarsi per capire che impronta dare alla squadra, se proseguire con l’attuale zoccolo duro confermando in toto anche i veterani (Prince, Butler, Tolliver per citarne alcuni…) o se dare il via all’ennesimo giro di walzer rischiando di incappare in un flop che negli ultimi tempi si è rivelato sinistramente ricorrente.


