Home Lega Basket AJimmer Fredette ed il talento sprecato: prossimo step l’Europa?

Jimmer Fredette ed il talento sprecato: prossimo step l’Europa?

di Paolo Sinacore

E’ durata due misere partite di preseason l’avventura di Jimmer Fredette agli Spurs: 4 punti con 2/10 dal campo in 26 minuti totali, sufficienti per convincere la franchigia di San Antonio a tagliare la guardia 26enne. L’ex BYU, che teoricamente si sarebbe dovuto giocare un posto come backup nel ruolo di guardia, si è arreso per l’ennesima volta nella sua giovane carriera all’evidenza dei fatti. Giocatori come McCallum e soprattutto Patty Mills, garantiscono a Popovich una fisicità e una tenuta difensiva sconosciute a Fredette.

E anche se nulla è ancora compromesso nel suo percorso di crescita, 4 stagioni di NBA sono comunque abbastanza per tracciare un primo – impietoso, viste le premesse – bilancio. I Kings nel 2011 avevano puntato tutto sulle indubbie qualità di tiratore di Jimmer (oltre 18 pts col 40% da 3 in 139 partite a BYU), scegliendolo al draft alla 11 davanti a gente del calibro di Klay Thompson, Kawhi Leonard e Jimmy Butler, confidando nel fatto che le evidenti lacune fisiche e atletiche non avrebbero impedito al ragazzo di migliorarsi e diventare un attaccante temibile anche in Nba.

Ma il basket, si sa, si gioca ininterrottamente su 2 fronti. E Fredette, nella metà campo difensiva, continua purtroppo ad essere un valore aggiunto per gli avversari e a rappresentare un handicap per i propri compagni.

Comunque, di specialisti inseriti con successo in meccanismi di gioco collaudati, l’Nba ne è piena. L’esempio di JJ Redick (uscito dal college con un hype esagerato, ridimensionato dopo le prime deludenti stagioni della sua carriera), tiratore letale che ha migliorato negli anni le sue qualità nel trattamento di palla e si è irrobustito nella parte superiore del corpo, potrebbe essere quello giusto da seguire per Fredette.

Dovrà però trovare la forza di ricominciare tutto da capo, perchè ad oggi la considerazione che gli addetti ai lavori hanno di lui è chiaramente ai minimi storici.

Persino un assistente Nba che ha lavorato con l’ex Cougar, ricordando i trascorsi col giocatore, non ha potuto esimersi dall’esprimere tutto il proprio disappunto sul discutibile approccio del giovane: “Jimmer pensa che siano tutti stupidi. Crede che tutti siano disposti a modificare il loro attacco per permettergli di tirare ogni volta che vuole…non è così che funziona l’Nba.

A questo punto bisogna solo rimettersi in gioco. Non è quindi da escludere un tentativo di rilancio che passa dall’Europa, dove rappresenterebbe da subito una minaccia notevole anche a livello di Eurolega.pro

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