Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiAndre Drummond, una cattedrale nel deserto

Andre Drummond, una cattedrale nel deserto

di Gianmarco Galli Angeli

Il positivo inizio di stagione dei Detroit Pistons è dettato dall’esplosione di uno dei migliori prospetti nel ruolo di centro dell’intera NBA: Andre Drummond. Il ragazzo del Vernon si sta trascinando sulle spalle un’intera franchigia macinando record personali in pochissimo tempo. Era dal lontano 1970-71 che un giocatore, in quell’occasione fu Dave Cowens, non metteva a referto almeno 75 punti ed altrettanti rimbalzi nelle prime quattro uscite.

Come se non bastasse, Drummond è riuscito a centrare (e superare) già due volte la quota dei 20 punti e 20 rimbalzi nella stessa sfida: non accadeva dalla stagione 1975-76, a centrare quel record fu Kareem Abdul Jabbar, non l’ultimo arrivato. Nella sconfitta contro i Pacers, il cestista ex-Connecticut Huskies ha fatto la sua miglior prestazione di sempre al rimbalzo: 29 i palloni contesi e poi vinti da Drummond, 25 i punti. Nonostante ciò, i Pistons sono usciti sconfitti in quella che è stata comunque una partita avvincente.

Come è possibile? Semplice, il centro a Detroit è una vera e propria cattedrale nel deserto. Il livello generale della squadra non è elevatissimo: la squadra non aveva particolari ambizioni ad inizio stagione (tank, tank e ancora tank) ma la buona partenza ha un po’ riacceso la luce in una città che vive di basket ma con molte poche soddisfazioni.  Una squadra decente manca a Detroit ormai dal lontano 2004, anno dell’ultimo titolo. Ovviamente puntare all’anello sarebbe utopico ma, ad Est, cercare di afferrare l’ultima posizione utile per i play-off sembra meno difficile rispetto ad inzio stagione, specialmente con un Drummond così in forma. L’unica nota negativa è il contratto in scadenza: Andre ha strategicamente rifiutato la proposta avanzatagli ad Ottobre per poter firmare a fine stagione, quando diverrà unrestricted free agent, un quinquennale da 120 milioni di dollari. A Detroit fanno sul serio, si potrà tornare a sognare in un futuro non troppo lontano?

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