È appena terminato l’inno nazionale nella Quicken Loans Arena, il palazzetto dei Cleveland Cavaliers. Come al solito avviene, da un po’ di tempo, la stessa routine: LeBron James si gira verso il cerchio alle sue spalle, corre a prendere la palla che tiene in mano un membro dello staff e si fionda poi verso il canestro per una schiacciata o un layup. Recupera la sfera ed effettua un passaggio per Timofey Mozgov che conclude l’alley – oop mordendo il ferro. Questo gioco spensierato spesso però degenera nelle partite. James gli urlerà, infatti, per un accoppiamento difensivo errato e lo criticherà per una giocata sbagliata ogni volta che ne avrà l’occasione. Ecco, come il Re si comportava con Mario Chalmers al tempo dei Big Three di Miami, ripropone lo stesso atteggiamento con il centro russo.
Il numero 20 dei Cavs nella scorsa stagione si era ambientato perfettamente nel sistema di gioco del suo nuovo head coach, David Blatt. 10.6 punti con il 59 % al tiro e 6.9 rimbalzi avevano condito la sua regular season, per poi alzarsi a 16, o più, punti segnati in 4 partite delle Finals, arrivando alla doppia cifra nella voce rimbalzi.
In queste 11 partite della stagione, sembra però che qualcosa si sia ‘rotto’. 8.5 punti, 5.0 rimbalzi 51.6% dal campo sono decisamente un campanello d’allarme per il giocatore visto solo pochi mesi fa. Come riportato da Dave McMenamin di ‘ESPN.com,’ al termine della partita contro i Philadelphia 76ers del 3/11, l’associate head coach, Tyronn Lue, ha voluto sottolineare, in allenamento, la posizione difensiva del russo nei confronti di Jahil Okafor. Dopo aver notato come è stato maltrattato dal rookie, subendo ben 24 punti, gli ha spiegato cosa volesse da lui: ginocchia basse e usare il proprio peso in opposizione. Decine e decine di ripetizioni gli ha imposto di fare prima di chiamare Lebron per un allenamento 1 vs 1.
“Le luci della critica saranno su di noi come ogni altra squadra durante la stagione.” – ha detto il Prescelto – “Deve (per Mozgov N.d.R.) diventare naturale tutto ciò.” Ammette inoltre che la tattica del bastone e carota potrebbe non essere la migliore per il centro russo: “Penso di dover cambiare un po’ il mio approccio. La maggior parte di esso si basa su quanto vuole il successo, su come il suo contributo ha avuto impatto nella passata stagione. E quando vedi un certo tipo di impatto, ti aspetti di rivederlo. Te lo aspetti di rivederlo ogni notte e che sia consistente. Penso però che dovrei cambiare atteggiamento su come lo guido. Penso a una via d’uscita a tutto ciò. Troverò un altro metodo.” La sua ira però non è rivolta interamente contro il russo. Durante il secondo tempo nella partita disputata contro i New York Knicks del 14/11, una telecamera ha filmato il suo labiale mentre strigliava i suoi compagni di squadra: “Yo! Volete giocare, c***o? Lo volete?”
“Io sono il leader di questa squadra e farò tutto il necessario per loro. Quindi se si tratterà di fissar in loro dei concetti lo farò. Certo, li posso condurre meglio e anche in altri modi. Ovviamente tutto ciò fa più notizia che tanti altri aspetti. Ho intenzione di responsabilizzare tutti quanti, me compreso. Mi aspetto niente di meno che la grandezza da tutti quanti e se non riusciamo a raggiungerla, mi sento fallire” ha concluso alla fine Lebron.
L’head coach, David Blatt ha fatto eco delle parole del giocatore, quando gli è stato chiesto notizie in merito: “Io penso che sia molto incoraggiante questo e che sia una buona cosa spingere i propri compagni, sia individualmente sia come squadra, a fare del proprio meglio. Io posso dirti che lui chiede da sé stesso più di quanto chieda agli altri, credimi. Loro hanno metodi e stili di vita diversi, quindi non si può guidare tutti allo stesso modo. Quando capisci il giusto meccanismo tutto diventa più facile.”
Nella partita persa contro i Detroit Pistons del 18/11, LeBron ha modificato il suo modo di comportarsi in campo, cercando con costanza il russo, con numerosi scarichi per i suoi layup, volendo trasmettergli sempre più fiducia nel suo gioco. A Mozgov è stato chiesto, a seguito della sconfitta, come lo avesse trattato il n.23: “Sai, sono arrivato a capire che lui vuole vincere e che ci mette un sacco di impegno sul campo. Lui si aspetta che le persone facciano lo stesso. Sì, mi sta aiutando”.
James si è reso sempre più conto, anche dopo le recenti dichiarazioni, che la sua squadra necessita di una motivazione in più e personalizzata per poter arrivare fino in fondo alle Finals. Riuscirà il Re ad invertire il trend negativo del morale dei suoi Cavaliers o la dura legge di Cleveland avrà la meglio? (L’ultimo titolo sportivo della città risale al 1948, conquistato dai Cleveland Indians, squadra della Major League Baseball)


