Fin da quando è arrivato dai Houston Rockets, Chandler Parsons si è sempre rivelato, nel tempo, un giocatore di riferimento per i Mavericks. Contro gli Atlanta Hawks, due notti fa, Carlisle ha preferito ridurre il minutaggio del numero 25 per evitare ricadute mentali e fisiche durante il periodo di ripresa di Parsons dalla microfrattura nel ginocchio destro.
“L’intero processo è frustrante, ovviamente voglio tornare a essere quello che ero prima e voglio essere sul parquet nei finali di partita ma non ho giocato bene questa notte. È proprio frustrante Non riesco a segnare i tiri.”, ha detto l’ala dei Mavericks dopo la partita nella quale ha tirato 2 su 9 e giocato soltanto 21 minuti, “Non ho mai giocato cosi male. C’è qualcosa di diverso, qualcosa attraverso al quale non sono mai passato. È dura, è davvero difficile. È soltanto qualcosa col quale giocherò e resterò fino a quando non rimetterò le cose a posto.”
Come riporta Tony Gutierrez di AP Photo, la prima priorità fisica di Parsons è quella di ritrovare esplosività nelle gambe, qualità che gli è sicuramente mancata negli ultimi tempi. Il giocatore è nel secondo anno del suo contratto triennale da 46 milioni e potrà uscirne alla fine di questa stagione. Al momento ha medie di 7,9 punti, 2,7 rimbalzi e 1,3 assists con il 44,5 percento al tiro e il 33,3 percento da tre punti, cifre sicuramente non adatte a un giocatore da 46 milioni in tre anni.
Nonostante non ci sia molto tempo per allenarsi, anche a causa del pesante viaggio in trasferta che ha coinvolto i Dallas Mavericks, Parsons sembra essersi concentrato al rientrare in ritmo con il proprio stile di gioco al meglio. Ha avuto alcuni riscontri positivi, ma ancora non è riuscito a estendere il suo controllo sul gioco al livello di quello precedente all’infortunio.
“Mi sembra sempre di essere un passo indietro, faccio la finta di tiro e i difensori sanno già prima che cosa sto per fare. In penetrazione vengo stoppato spesso, non riesco a finalizzare. Non sto tirando bene, non arrivo in lunetta e non sto facendo niente di che. Sta tutto in un attimo, è qualcosa con il quale devi agire e continuerai ad agire, a lavorare duro fino a quando non andrà tutto bene. È semplicemente scomodo sbagliare cosi tanto e avere cosi tante brutte sensazioni.”
Il minutaggio di Parsons, piano piano, è aumentato, ma le restrizioni dello staff medico dei Dallas Mavericks non sono sicuramente state annullate, anche in vista di preservare uno dei giocatori chiave per il resto della stagione.
“Penso sia tutta una questione mentale. Ovviamente posso giocare, se no non sarei in campo. Fisicamente sto bene. Ogni tanto ho qualche fastidio, ma poche volte, niente di che. Penso che sia tra le mie orecchie, sono tanto timido. Devo restare aggressivo e crederci. Non ho mai subito un infortunio del genere fin ora e non sono mai stato in questa situazione. Ci sono molte prime volte dunque. Devo soltanto superarlo.” ha detto Parsons per chiudere l’intervista.

