Doveva essere spettacolo e così è stato all‘At&T Center di San Antonio. Gli Spurs e i Cleveland Cavaliers hanno dato vita ad un vero e proprio spettacolo, regalandoci un anticipo di quella che potrebbe essere a tutti gli effetti una partita delle Finals.
È stata una gara accesa sin dai primi istanti, con ritmi altissimi e con gli ospiti che prendono subito il controllo della partita, grazie alle sfuriate offensive di Jr. Smith e Kevin Love.
I texani, inizialmente, fanno fatica ad adattarsi all’incessante ritmo dettato da Lebron James e compagni e, per gran parte del 1 tempo, sembrano poter capitolare da un momento all’altro, arrivando anche ad uno svantaggio di 13 punti a metà 2 quarto.
Come è sempre capitato in questa stagione, però, il pubblico si è rivelato una delle armi più grandi per la squadra di Gregg Popovich e, incitando senza sosta i propri beniamini, ha aiutato gli speroni a recuperare tutto lo svantaggio. I più attivi sono stati sicuramente Tony Parker e Kawhi Leonard: il primo è stato eccezionale in attacco, dove sembra aver ritrovato lo smalto di un tempo, riuscendo ad attaccare il canestro come e quando voleva (ha segnato 14 punti in fila tra la fine del 2 quarto e l’inizio del 3); il secondo, invece, è stato parecchio occupato in fase difensiva, limitando alla grande il talento offensivo di Lebron. Popovich, inoltre, si è affidato tantissimo anche ai suoi uomini della panchina, i quali hanno dato un grandissimo contributo alla squadra: David West è stato una vera e propria sorpresa, portando con sé ben 13 punti e 5 rimbalzi (di cui 3 offensivi importantissimi), mentre i soliti Patty Mills e Manu Ginobili hanno portato quell’imprevedibilità che mancava all’attacco.
Una volta riacquistata fiducia, grazie anche ad un calo di Smith e Love, per gli Spurs è stato facile portarsi in vantaggio e controllare il risultato fino alla fine della partita. Il tabellone, alla fine, segna 99-95 in favore dei texani che, così, vincono la loro 23 partita su 23 in casa, raggiungendo proprio il record dei Cavs nella stagione 2007/2008, quando vinsero anche loro i primi 23 incontri casalinghi.
THIS. IS. OUR. HOUSE. pic.twitter.com/61xqjIlS1I
— San Antonio Spurs (@spurs) January 15, 2016
After 41 games the Spurs have a +568 point differential, the second largest +/- margin in @NBA history at the midway point of the season.
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È anche la 10 vittoria consecutiva, la 17 nelle ultime 18 gare, che permette ai nero-argento di insidiare ancora di più il primo posto della Western Conference, mettendo apprensione ai Golden State Warriors.
Respect. pic.twitter.com/SNZnLW0nhs
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MVP DELLA PARTITA: Tony Parker. Il franco-belga ha ritrovato il vecchio smalto ed è riuscito a tagliare la difesa di Cleveland come se fosse burro. Gran merito della rimonta della sua squadra va a lui. Menzioni particolari anche per Tim Duncan, sempre fondamentale, anche a 40 anni, e per Kawhi Leonard, ottimo in difesa su Lebron James.
PEGGIORE IN CAMPO: Timofej Mozgov. Il russo viene inizialmente lasciato in panchina dal suo allenatore, ma quando entra in campo è un pericolo per la sua squadra. Non è mai riuscito ad entrare in partita: nullo in attacco e falloso in difesa. Sicuramente una grossa fetta di colpa è sua. Anche Jr. Smith e Kevin Love, dopo un inizio molto promettente (5 punti a testa dopo neanche 3 minuti di partita) sono spariti dal gioco.
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