Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsChicago BullsTaj Gibson: “Devono stare zitti, non conoscono Hoiberg”

Taj Gibson: “Devono stare zitti, non conoscono Hoiberg”

di Marco Tarantino
Chicago Bulls forward Taj Gibson reacts as he looks at a score board after missing a basket during the first half of an NBA basketball game against the Indiana Pacers in Chicago on Saturday, March 23, 2013. (AP Photo/Nam Y. Huh)

Taj Gibson non ci sta e non le manda a dire a tutti i critici dei Bulls di questa stagione e soprattutto di Fred Hoiberg: “Devono stare zitti, tutti provano a criticare questo coach, è un attacco continuo. E’ un coach al primo anno nella lega che a che fare con un gruppo di veterani. Dobbiamo dargli tempo. Non è facile per niente ritrovarsi in questa situazione. Dobbiamo dargli tutto il nostro sostegno, sta imparando piano piano e la prossima stagione farà meglio. Sta facendo un buon lavoro, ma che richiede tempo ed equilibrio. Resterà con noi”.

Rose Noah Media day

Rose Noah al Media day

Sarà dura però per Hoiberg ritrovare la serenità che lo spogliatoio Bulls sembra aver perso: se Gibson è il primo che si espone al suo fianco, Butler e Noah sono infelici dell’attuale head coach, ed essendo i due leader della squadra, a livello difensivo e carismatico, le cose si fanno ancora più complicate. Serve un chiarimento tra le varie parti in causa per uscire da questo periodo buio e riprovare nella prossima stagione a tirar fuori qualcosa di buono da un roster che ha molto talento.

La situazione contrattuale anche non è da sottovalutare: Rose sarà all’ultimo anno di contratto, Noah è in scadenza questa estate, Butler ha appena rifirmato, Pau Gasol ha una player option che probabilmente non userà e per essere rifirmato dovranno essere tirati fuori tanti soldi. Brooks anche è in scadenza, servirà un play di riserva visto che Rose è sempre ai box con vari acciacchi e Moore non può reggere da solo una stagione. E servirà trovare una ala piccola di livello che trovi punti facili (come McDermott) per ampliare la gamma di potenziale offensivo di una squadra che sembra aver perso anche quanto di buono fatto vedere con Thibodeau quando si trattava di difendere. Insomma una estate fondamentale per capire se i Bulls dovranno ricostruire da zero o potranno ancora lavorare con un gruppo di giocatori talentuosi ma che sono difficilmente compatibili senza un sergente di ferro a tenere in pugno la situazione.

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