Rudy Gobert, Dwight Howard

Fin dove volano gli Atlanta Hawks?

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Dwight Howard.

Atlanta, Georgia. Il mercato ha appena aperto i battenti ed tempo di delineare il proprio futuro, i propri obiettivi. La prima trattativa degli Atlanta Hawks era stata una trade a tre con Utah e Indiana, con la quale, perdendo Jeff Teague, guadavano la 12a scelta dello scorso draft, Taurean Prince. Tutto faceva pensare che la dirigenza georgiana volesse rifondare la squadra su giovani di qualità e buone scelte, sacrificando le stelle della squadra. Di conseguenza, la maggior parte degli insiders dava per scontato la non conferma di Bazemore e Horford, la cessione di Millsap e l’acquisto di buoni prospetti “futuribili”. Ancora una volta, però, il mercato ci sorprende e nella giornata di ieri è arrivata la firma di Dwight Howard (70 milioni in 3 anni), con contestuale ri-firma di Kent Bazemore (70 milioni in 4 anni). 140 milioni investiti, gli Hawks non vogliono ricostruire la squadra da zero, ma puntano a rinnovarsi.

Stagione 2016/2017: cosa aspettarci?

A questo punto la squadra resta quella delle passate stagioni a livello generale, ma con alcuni interpreti cambiati: Dennis Schröder al posto di Teague e Dwight Howard al posto di Horford (ormai un Celtic a tutti gli effetti). Praticamente ringiovanire la posizione di playmaker, con i tifosi degli Hawks che ormai ne avevano abbastanza di Jeff Teague, giocatore solo da regular season, mentre sotto canestro si inserisce un lungo più fisico con un range di tiro più limitato rispetto ad Al.

Schröder-Korver-Bazemore-Millsap-Howard è sicuramente un buon quintetto, ma difficilmente riusciranno ad impensierire i dominatori dell’Est, i Cleveland Cavaliers. In una conference che si sta rinforzando sempre più (vedi Celtics, Pacers, Magic) gli Hawks rischiano di restare in un pericolosissimo limbo. La franchigia della Georgia ha ancora spazio salariale per firmare qualche buon free agent per riempire anche la panchina, ma servirà qualche movimento davvero interessante per completare un roster che sembra mancare di un vero leader, un go-to-guy decisivo nei momenti decisivi. Il mercato sta dando i suoi verdetti provvisori ma, alla fine, la parola definitiva spetta al campo, il quale, a volte, è più imprevedibile dello stesso mercato. Che Howard torni quello di un tempo? Difficile se non impossibile. Che le aquile, questa volta, non ci abbiamo visto giusto? L’ex numero 12 dei Rockets dovrà stupirci tutti, tornando a dominare nel pitturato. Gli Hawks voleranno ancora più in alto?

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