
Jimmy Butler
Jimmy Butler ha finalmente ciò che ha sempre desiderato. Una grande forza sulle gambe, un’importante forza mentale e soprattutto una maggiore consapevolezza su entrambe le fasi del gioco cosa che, lo sta lentamente trasformando in uno dei migliori giocatori dell’NBA.
Non è un caso che in questa off-season molti lo hanno indicato come un sicuro candidato alla convocazione nell’All-Star (sarebbe la terza consecutiva) e come colui che saprà condurre di nuovo i Chicago Bulls ai playoff dopo la deludente stagione 2015-2016.
Ma la cosa più importante Jimmy Butler l’ha trovata all’interno dei Bulls: le leadership riconosciuta. La franchigia dell’Illinois, infatti, durante il training camp lo ha decisamente messo al centro del progetto della squadra, a livello tecnico, a livello di comunicazione, e soprattutto, a livello di spogliatoio dove è chiaro a tutti che Butler è il front-man.
Per capire meglio cosa tutto questo significhi per il 27enne di Houston, 30° scelta del Draft NBA 2011, bisogna fare un salto indietro ai suoi primi anni nei Bulls, quando, nonostante la stima di compagni di squadra e allenatori, non riusciva a trovare minuti nella rotazione di Tom Thibodeau.
Ma Butler non si è mai scoraggiato e con grande forza mentale si è messo in coda aspettando il suo turno. Nel frattempo ha lavorato su se stesso aumentando la massa muscolare e le capacità tecniche fino a raggiungere, nella stagione 2014-2015, il titolo di Most Improved Player della NBA.
Mentre accadeva tutto questo, però, si creavano problemi nello spogliatoio con i veterani che volevano Butler ai margini dello starter-five, in particolare Derrick Rose e Joakim Noah che non a caso quest’estate sono andati via da Chicago.
La stagione 2015-2016 è stata quella del salto in avanti perché Butler, finalmente, è riuscito a mettere insieme presenze e punti inanellando tra l’altro una serie di carrier-high, l’ultimo dei quali, quello con i Philadelphia 76ers nel gennaio 2016, di ben 53 punti a cui ha aggiunto l’ottimo 2° posto nell’All-Defensive Team 2016, ennesima riprova di una grandissima perizia in entrambe le fasi.
Adesso è arrivato il momento della consacrazione definitiva. Rose e Noah sono andati via, sono arrivate due “chiocce” come Wade e Rondo che hanno da subito messo in chiaro che il Leader sarà lui. Ora Butler non è più il “fratellino” all’ombra dei Big, sulla sua futura leadership non ci sono più ombre, non a caso nel Media Day il suo era il sorriso più smagliante
“Ho lavorato tanto per arrivare a questo punto. Chi ha vissuto con me questa esperienza lo sa bene – ha detto Butler a ESPN – Se questo mi fa sentire più a suo agio? Sto bene non devo più cercare i minuti di gioco ma sviluppare al meglio quello che il Coach vuole concedermi. Credo che tutti in questo roster riconoscano questo ruolo e per me è davvero importante”
Le parole che incoronano Jimmy Butler leader dei Chicago Bulls
Rassicuranti in questo senso anche le parole di tre pezzi da 90 dell’organizzazione. Il General Manager di Chicago Gar Forman non ha esitato a dire che i Bulls che stanno costruendo intorno Butler saranno il “Jimmy Team”.
“Credo che Jimmy sia utile per il team in ogni fase del gioco, in difesa e in attacco – ha aggiunto Wade – Non sarà mai un problema per Jimmy. Credo che il mio lavoro possa aiutarlo a crescere e ad essere leader. Io e Rondo abbiamo grande fiducia in lui. Shaq ha fatto la stessa cosa per me quando è venuto a Miami e mi ha aiutato a migliorare l’approccio mentale alla partita”.
Lo stesso vale per Rajon Rondo che ha ricordato come: “dopo aver vinto l’anello nel 2008 a Boston ho spesso visto mettere in discussione la leadership all’interno dello spogliatoio, ci sono stati molti alti e bassi e per questo possono diventare molto utile con la mia esperienza a Jimmy Butler“.
Adesso tocca a lui. Deve prendere in mano i Chicago Bulls e farne davvero il Jimmy Team, il duro lavoro non lo spaventa, la vittoria alle Olimpiadi ne ha aumentato l’autostima. L’unica domanda che si pongono a Chicago è se Butler saprà fare tesoro di questi insegnamenti e di queste esperienze ma su questo ogni dubbio potrà scioglierlo solo il campo.

