L’ago della bilancia: Doug McDermott

di Marco Tarantino
Doug McDermott contro i Toronto Raptors

Doug McDermott contro i Toronto RaptorsInutile girarci tanto attorno, le spaziature nella NBA moderna sono importantissime, e l’ago della bilancia in questo senso, oltre a  (le sue percentuali da tre punti in postseason e preseason parlano chiaro. Con gli 52.2% con i 54.5% Ma nell’ultima Regular Season ha tirato con appena il 15.9% ed in carriera viaggia con il 28,4%) sarà sicuramente Doug McDermott, ala piccola che durante il suo primo anno nella lega ha faticato a trovare spazio con Thibodeau, per poi trovarne di più al secondo anno con Fred Hoiberg, dando dimostrazioni di poter essere incontenibile quando si accende, ma peccando ancora di continuità. Ecco quella è la parola magica, continuità. Se Doug riuscirà ad imporsi come uno dei migliori tiratori, i Chicago Bulls potranno davvero venir meno moltissimi problemi sulla carta insormontabili.

Stagione passata: 23 minuti di media in campo con 8 tiri dal campo di cui 3.2 da tre punti ed una propensione ad attaccare il pitturato ed il ferro in crescita.
Preseason: 27.6 minuti di media, 11 tiri dal campo presi, di cui 4.6 da tre punti.

Più minuti, più tiri, più triple: ma le percentuali? Nella passata stagione viaggiava sul 42.5%, in preseason ha tirato con il 37.5%. In lieve calo con 1.7 realizzate contro 1.4 della passata RS. Nel febbraio scorso con l’assenza di Mirotic ha tirato molto più da tre punti, andando a toccare quota 14.4 punti di media con il 52% da tre. Da qui vuole ripartire Hoiberg, che gli ha affidato moltissimi tiri in preseason per fargli prendere confidenza con il suo ruolo che cresce sempre più di importanza

“E’ andato molto bene il camp. Penso di aver tirato con discrete percentuali, ero un po stanco con Charlotte e non ne ho messa una (0-3 nella seconda metà di gara), ma mi sento in forma, mi intendo con i ragazzi del team. Devo essere un “Knock down shooter” per la squadra, uscendo alla panchina. Devo diventare un giocatore da rotazione solido e continuo. I miei compagni credono in me, ed è un privilegio avere Rajon Rondo come point guard, perché riesce sempre a trovarci liberi.” 

Più tiri realizzati, ma sicuramente le percentuali andranno aggiustate verso l’alto, con una selezione di tiri migliori (e questo passerà molto anche dal lavoro di Rajon Rondo per regalargli assist pregiati). 81 gare nella passata stagione giocate da Doug, molte delle quali con giocatori non molto avvezzi all’assist come Derrick Rose, Jimmy Butler e Pau Gasol che in tantissimi casi nella passata regular season hanno giocato di isolamenti (ed il gioco dei Bulls ne ha pagato in negativo), oppure con Aaron Brooks (un giocatore che appena vede un pertugio prova a tirare) ed E’Twaun Moore. Praticamente due shooting point guards.

Sono arrivati invece Rajon Rondo, playmaker puro, e Carter-Williams: stupiti dall’arrivo dell’ex Bucks? Sbagliate, non si tratta di un errore di mercato, ma di una strategia precisa che Fred Hoiberg ha cercato di portare avanti anche in preseason: un play che faccia il play e che metta in movimento i compagni di squadra, soprattutto Doug McDermott, soprattutto Nikola Mirotic ed il piano prevedeva anche Denzel Valentine che purtroppo si è infortunato alla prima gara pre stagionale.
18 assist combinati per Rondo e Carter-Williams, i tiratori sono avvisati. Fioccheranno assist in stagione.

Denzel Valentine tornerà per la sfida di apertura con i Celtics ma non potrà avere tanti minuti nelle gambe, Nikola Mirotic ha subito una botta alla schiena ma sono ancora incerti i tempi di recupero: molte triple spetteranno a Doug nella sfida contro Boston a Chicago.

Un modello da imitare: Korver

Se McDermott deve e può guardare ad un modello da cui imparare questo è sicuramente un giocatore che a Chicago è passato e che ancora rimpiangono in Illinois: parliamo di Korver, tiratore scelto, uno dei migliori della NBA, che gioca negli Atlanta Hawks. Korver nelle sue prime due stagioni nella lega ha tirato con il 40% da tre, McDermott con il 41%: nella terza regular season, il giocatore degli Atlanta Hawks ha giocato in media 31 minuti, con 11.5 punti ed il 42% da fuori l’arco, la terza stagione di Doug McDermott è alle porte e può migliorare ancora:

“Guardo avanti con ottimismo, la scorsa stagione ero un po nervoso perché venivo da un anno da rookie in cui praticamente non avevo mai giocato. Ma quest’anno credo molto di più in me stesso, sono pronto alla nuova stagione e spero di divertirmi a Chicago” 

 

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