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Salary Cap in crescita: i dati per la prossima stagione

di Marco Tarantino

Quest’anno il salary cap è stato uno degli argomenti più discussi nel mondo NBA, trattato con una importanza che mai aveva avuto prima. Infatti in questa stagione rispetto all’anno scorso è stato aumentato il tetto massimo del salary cap di 24 milioni di dollari, merito di un nuovo accordo contrattuale strappato dalla lega col quale sono sensibilmente aumentate le entrate derivanti dai diritti TV: in questa stagione infatti è pari a 94,1 milioni di dollari; il Luxury Tax (che, ricordando, è il tetto che una franchigia può raggiungere pagando una tassa) pari a 113 milioni e il Tax Floor pari a 84 milioni (minimo salariale da pagare).

Questo ha comportato diversi contratti per lo meno “anomali”, con aumenti contrattuali importanti a giocatori che, a occhio, non li meritavano particolarmente (vedasi la voce “eufemismo”) ma che sono già diventati realtà e che presto verranno probabilmente superati nuovamente. Cosi quest’estate si è parlato parecchio delle stime per il salary cap del prossimo anno, e di come si debbano investire questi soldi. Ci sono state diverse stime che prevedevano un tetto salariale tra i 102 milioni di dollari e i 110 milioni: le ultime notizie (risalenti alla prima mattinata, ora italiana) parlano di un tetto salariale che il prossimo anno aumenterà di altri 9 milioni, arrivando a 103 (fonte ESPN).

Bisogna considerare anche che queste trattative sull’ammontare del salary cap del prossimo anno interessano molto alle squadre non solo per il reinvestimento delle nuove entrate, ma anche per sostenere i 300 milioni di stipendi che si spendono in più rispetto alla soglia stimata dalla lega di monte stipendi totale. Queste nuove entrate, molto probabilmente non saranno girate direttamente sui giocatori, che guadagneranno, secondo le stime, tra il 49 e il 51% delle entrate totali delle squadre, la stessa percentuale che già è in atto adesso.

Per NBAPassion.com
Gabriele Aricò

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