I Warriors partono in quarta

di Felice Caporaso

Nella preseason appena conclusasi che ha fatto da apripista alla regular season NBA che inizierà tra qualche giorno, i Golden State Warriors a differenza di altri team, non si sono nascosti troppo.Coach Kerr non ha giocato a carte coperte,anzi, ha lanciato fin da subito tutti i suoi big sul parquet di gioco,in modo da consentire ai nuovi( sopra tutti ovviamente, Kevin Durant) di entrare subito nei meccanismi dei Warriors.

 

L’inserimento di Kevin Durant

 

Dopo la prima partita persa contro i Raptors, Golden State ha inanellato una serie di vittorie che ha permesso ai californiani di chiudere la preseason con un record di 6-1,iniziando da subito a lasciare solo le briciole agli avversari. A parte le vittorie di cui alcune esaltanti (vedi il 120-75 contro i Clippers), quello che è balzato subito agli occhi è come KD si sia calato subito nella realtà Warriors: tralasciando i movimenti e le sincronie che si perfezioneranno nel corso della stagione, Durant si è inserito subito alla perfezione nel gruppo Warriors, dando quasi l’impressione di giocare all’ombra della baia chissà già da quanti anni. E’ ovvio poi che tra campioni si parla lo stesso linguaggio e infatti anche sul parquet da subito il quartetto Curry-Thompson-Durant-Green ha dato risultati e talvolta spettacolo.

 

Il gioco

 

Il  modo di giocare dei Warriors non è cambiato: le idee e i principi di coach Kerr e il suo staff continuano sulla falsa riga delle stagioni passate: tanta transizione,movimento continuo con tanto tiro da 3 punti oppure lay-up, poco mid-range e pochi isolamenti con una buona dose di pick and roll e di pick and pop (anche short roll) soprattutto quando è coinvolto Draymond Green. La filosofia quindi, resta la stessa però con un Durant in più che potendo eventualmente giocare anche da numero 4 offre ulteriori soluzioni ai Warriors oltre ad una , se possibile, ancora maggiore pericolosità dall’arco.

 

Starting five e rotazioni

 

Coach Kerr durante tutta la preseason ha ovviamente dato spazio a tutti dividendo adeguatamente il minutaggio su tutto il roster a disposizione,quindi è ancora presto per parlare di gerarchie o rotazioni, ma l’impressione è che i Warriors 2016/17 rispetto alle passate edizioni avranno una rotazione più corta anche se più di qualità. Lo starting five è blindato con Curry,Thompson,Durant,Green e Zaza Pachulia e il ruolo di sesto uomo è ovviamente affidato ad Andre Iguodala e poi c’è Shaun Livingston. Da lì in poi è tutto in divenire,con i più esperti McGee,Varejao,David West pronti a lottare con i più giovani McAdoo,Looney e Damian Jones per dei minuti sotto canestro così come Clark e la sorpresa McCaw proveranno a prendere minuti nel back court dei californiani; sono stati tagliati invece Pressey,Williams e Cameron Jones. La stagione è lunga,sulla baia si augurano lunghissima,quindi ci sarà bisogno di tutti e coach Kerr e il suo staff hanno già dimostrato in passato di essere bravi a tenere tutti i giocatori sulla corda per poi utilizzarli con profitto al momento opportuno.

 

La sorpresa: Patrick McCaw

 

Vera e propria sorpresa di questa preseason per Golden State è stato Patrick McCaw, rookie proveniente dall’università del Nevada scelto come 38esima scelta assoluta dai Milwaukee Bucks e approdato poi ai Warriors in cambio di cash. McCaw ha segnato 10 punti abbondanti di media ed è salito alla ribalta delle cronache per la partita vinta in overtime dai Warriors contro i Denver Nuggets per 129-128 per aver dapprima mandato la partita all’overtime con un buzzer beater e successivamente aver fatto vincere i suoi con un altro buzzer beater. Al di là della notte di gloria, McCaw ha fatto intravedere ottime potenzialità oltre ad una percentuale al tiro da 3 punti tutt’altro che malvagia che nel sistema di Kerr potrebbe risultare utile nel corso della stagione: giocatore non molto potente ma estremamente agile (2,01m per 84 Kg)e con un’apertura alare di tutto rispetto, può giocare sia come shooting guard che come small forward.

 

L’obiettivo

 

Tutto il mondo (e se esiste qualche altra forma di vita aliena, probabilmente anche loro) si aspetta che i Warriors vadano fino in fondo e vincano l’anello. Sicuramente sono i favoriti ma non è detto che il cammino sarà facile, anzi, troveranno sicuramente grandi ostacoli sulla strada per il titolo, uno su tutti, forse il più grande, l”alieno” con la maglia 23 dei Cleveland Cavaliers. In ogni caso, sulla baia qualunque altro risultato al di fuori della vittoria del titolo sarebbe preso come un fallimento. Visto che la stagione NBA è alle porte, non ci resta che metterci comodi e goderci questo lungo viaggio fino alle finals di giugno 2017! Sicuramente il viaggio non sarà noioso e non mancheranno le sorprese ed i sussulti, questo è poco ma è sicuro…Buona visione e buona stagione NBA a tutti!pre

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