Se pensavate che questa stagione fosse una diarchia tra Cleveland e Golden State, San Antonio vi ha spiegato che nulla si può dare per scontato. A dare forza a questa tesi si aggiungono le squadre medie chiamate a conquistarsi un posto sulla mappa, spinte da chi attende quest’anno come quello della consacrazione.
Si tratta di franchigie con progetti a lungo termine, che vogliono cominciare a raccogliere qualcosa dall’albero del progresso. Non discuteremo di superstar o di oggetti misteriosi tanto attesi come Embiid, ma di ragazzi che sentirete nominare spesso nei prossimi sei mesi.
L’Usurpatore: Dennis Schroeder
Ci ha provato in tutti i modi, con le buone e con le cattive: una scelta di Indiana ha fatto scoccare la scintilla, il playmaker titolare di Atlanta è il tedesco col 17. Si è fatto un nome nei tre anni da backup di Jeff Teague, con la luna buona poteva mettere in difficoltà svariati veterani e la sua personalità, unita a una vita notturna non troppo tranquilla, ha fatto spesso rumore negli ‘Spurs dell’Est’.
Sa essere efficace anche a metà campo, se lascia andare la creatività la difesa può fare poco.
Il potenziale c’è.
Secondo coach Budenholzer, Schroeder non si è ancora reso conto di quanto può essere devastante in contropiede, sia per trovare la via del canestro sia per mettere in ritmo i tiratori, Korver su tutti.
I problemi degli Hawks sono i punti in transizione – diciottesimi nella scorsa stagione – e i rimbalzi: Dwight Howard dovrebbe aiutare a risolvere il secondo problema, per il primo Dennis sarà fondamentale.
A proposito di Howard, sarà necessario metterlo in ritmo diversamente rispetto a come faceva con Horford; i miglioramenti individuali su cui dovrà lavorare invece riguardano le percentuali nel pitturato e i jumper: i suoi difensori passano sempre dietro ai blocchi per negargli la penetrazione, ma a sentire il suo coach, sta migliorando al tiro, trovando confidenza nel suo gioco. Deve incrementarla, soprattutto nel paragone con Teague.
Il Big Man di Paul George: Myles Turner
Solidità sotto le plance, pick&roll o pick&pop quasi con la stessa efficacia, mentalità difensiva. Se i long two dovessero trasformarsi in un tiro affidabile dall’arco, i già pericolosi Pacers si ritroverebbero un’arma unica.
Le difese avversarie dovrebbero adattarsi al suo piazzato, lasciando più spazio alle penetrazioni di Teague per seguirlo lontano dal ferro o facendolo marcare dall’ala piccola per batterlo in velocità lasciando però un miss match a Thaddeus Young.
Proprio la maggiore attenzione degli avversari nei suoi confronti deve farlo crescere nel trovare il tiratore aperto, soprattutto quando verrà coinvolto un terzo difensore nella situazione di blocco: “Ora so che quel passaggio c’è, devo solo sfruttarlo”, ha dichiarato.

Con la quantità di ball-handlers che hanno nell’Indiana, la corsa verso il ferro di Turner viene molto facilitata:
L’altra peculiarità che lo distingue è il modo in cui copre il campo: velocissimo. Se lo marca un avversario più piccolo, cerca in ogni modo di prendere posizione in post, e qui deve migliorare nel trovare falli e nelle percentuali; pensate a LaMarcus Aldridge, il prodotto di Texas potrebbe arrivare a somigliargli davvero.
Grande cultura del lavoro, è capace anche di stare con gli stretch-four, senza faticare. E’ l’arma ormai non più segreta di PG13.
Il prototipo da perfezionare: Jabari Parker
Al suo terzo anno nella Lega, forse conosceremo davvero Jabari Parker. Il prodotto di Duke è arrivato in Wisconsin – giustamente – tra squilli di tromba, ma tra infortuni e problematiche di squadra non ha ancora fatto vedere ciò di cui è davvero capace.
Secondo Jason Kidd sarà il miglior marcatore dei Bucks già in questa stagione, ma l’ampolla che sta preparando il campione 2011 potrebbe esplodere quanto implodere: Parker può essere il tagliante più esplosivo d’America, d’altronde la convivenza con Antetokounmpo da playmaker dovrà essere gestita con attenzione. ‘The Greek Freak’ dovrà far valere la sua prepotenza nel modo giusto per permettere a Parker di inserirsi con buoni dividendi, sfruttando i blocchi e creando crisi d’aiuto:
Parker dopo aver portato il blocco potrebbe avere un’efficacia paragonabile a quella di Amar’e Stoudemire, ma secondo Synergy Sports da bloccante ha preso soltanto 46 tiri nella scorsa stagione: uno spreco clamoroso.
Chiaramente marcare il duo Antetokounmpo-Parker rappresenterà un problema per qualunque franchigia.
Sempre a sentire Kidd, Parker sarà la prima scelta offensiva di Milwaukee, avrà libertà di isolarsi in post e prenderà più tiri da tre: se i difensori gli staranno attaccati il ferro sarà costantemente in pericolo.
Stiamo parlando di un unicorno, il nativo di Southside Chicago in potenza è capace in ogni aspetto su entrambi i lati del campo, e come già visto l’anno scorso può marcare con buoni risultati le guardie avversarie, citofonare Hayward o Butler.
Parker è il foglio bianco più interessante in circolazione. Ad aprile saremo più vicini alla soluzione del mistero.

