Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMilwaukee BucksGiannis, volano gli stracci coi Bucks: “Voglio giocare e mi tengono fuori, impazzisco”

Giannis, volano gli stracci coi Bucks: “Voglio giocare e mi tengono fuori, impazzisco”

di Michele Gibin
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Doveva esplodere prima o poi ed è esplosa la frustrazione di Giannis Antetokounmpo contro i Milwaukee Bucks, che hanno deciso di tenerlo fuori per il resto della stagione dopo un infortunio recente al ginocchio, del 15 marzo scorso contro gli Indiana Pacers. E anche la NBA ha intrapreso una verifica interna per vederci chiaro e capire se i Bucks stiano infrangendo la participation policy della lega.

Proprio Giannis in prima persona ha parlato dopo la partita giocata e persa dai sui compagni di squadra per 133-101 contro i Boston Celtics. E non è stato tenero con la sua squadra, tutt’altro: “Io posso giocare e sono disponibile eppure non gioco. Potrei giocare oggi, adesso. E per me sentirmi dire da qualcuno che no, non posso giocare e non posso competere, è come se mi stessero dando uno schiaffo in faccia. Non so a questo punto dove potranno andare i rapporti (con i Bucks, ndr). Io mi sento bene e non sopporto che qualcuno mi costringa a fare cose contro la mia natura. Io sono un giocatore di basket e mi pagano per giocare. E si che (i Bucks, ndr) mi conoscono e sanno come sono fatto“.

La NBA sta indagando su Milwaukee per capire se ci sia una violazione della regola che impone alle squadre di schierare sempre la miglior formazione possibile. I Bucks sostengono ovviamente che Antetokounmpo non sia in condizioni di giocare senza rischi di farsi di nuovo male, dopo una stagione caratterizzata già da un paio di infortuni che lo hanno limitato a sole 36 partite.

Io so solo che non s’è mai visto un giocatore, perlomeno del mio status, che dica pubblicamente che vuole giocare (…) se devono esserci delle indagini, bene, è giusto. Se qualcuno sta facendo qualche giochino, io non voglio saperne niente” ancora Giannis venerdì. “So che siamo fuori dai playoffs e che occorre essere saggi, prendersi cura del proprio fisico, prepararsi, dare minuti ai più giovani e tutto, ma non era ancora il momento di farlo. E’ come sventolare bandiera bianca, arrendersi. E io non lo farò mai, mi dispiace“.

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