MVP significa, Most Valuable Player, ovvero, il miglior atleta della lega che si è distinto per aver giocato una stagione da ricordare, per aver dimostrato di essere il giocatore più decisivo per le sorti della sua squadra, ma non solo. In poche parole deve essere eletto l’uomo della regular season, il padrone indiscusso della stagione NBA. Ma allora perché Russel Westbrook non viene considerato un candidato per questo premio?! Perché no?!

Russell Westbrook
Avere le carte in regola: Russell Westbrook
Eppure dovrebbe avere tutte le carte in regola per diventare MVP; è sotto agli occhi di tutti che ogni volta che si allaccia le scarpe per entrare in campo riesce a far parlare di sé, grazie a prestazioni sublimi, grazie alla voglia di vincere che riesce a trasmettere a tutti i “suoi” Thunder e grazie ai suoi numeri da fantascienza.
Sì, perché se lo scorso anno tutti, o quasi, hanno considerato Curry un alieno per la Regular Season che ha giocato, oggi come oggi sarebbe veramente ingiusto non tenere in considerazione il numero “0” per tutto quello ha fatto fino ad ora.
Le sue statistiche parlano chiaro: 30,9 punti, 10,9 assist e 10,5 rimbalzi di media a partita. Ma stiamo scherzando?! Quest’uomo ha una media di più di 30 punti a partita, il che già sarebbe da Top Player assoluto ed oltre a questa grande mole realizzativa ha una tripla doppia di media! E’ a dir poco incredibile! Ma non abbiamo ancora finito, perché è sotto oggetto di studio la sua interminabile “batteria”.
Nessuno è in grado di dimostrare come faccia a giocare a quella velocità e con quell’intensità per tutti quei minuti e in tutte le partite. Sembra quasi sia stato “costruito” con una materiale indistruttibile, dotato di una forza fisica incalcolabile e di un atletismo fuori dal comune.
E’ vero, gli Oklahoma City Thunder non sono la squadra più forte e sicuramente non stanno andando benissimo nella lega (bene ma non benissimo), ma è altrettanto vero che con il premio di MVP non si va solo ad esaltare le gesta di una squadra e tantomeno non si va a riconoscere la grandezza di un giocatore solo per le vittorie che la sua squadra ha ottenuto grazie alle sue qualità.
Ciò che conta è vincere e su questo nessuno può obiettare, ma se un giocatore mette a referto 46 punti, 7 assist e 11 rimbalzi in una partita, questa è da considerare una prestazione super al di là del risultato finale; ovviamente il risultato conta eccome, per il giocatore stesso e per la squadra nel suo complesso, ma non di certo ai fini di un atleta che per le sue gesta merita un’onorificenza.
Non si può ridurre tutto ad una vittoria o una sconfitta, lo sport ha tante di quelle sfaccettature che meritano un minimo di analisi, tenendo anche ben presente che non può fare tutto da solo e che, nonostante abbia medie inumane, è pur sempre un essere umano e può essere decisivo sia in positivo sia in negativo. Non bisogna però commettere il grave sbaglio di ridurre un’intera prestazione ad un episodio in particolare. Non sarebbe corretto, perché una gara dura 48 minuti, non qualche secondo ed in campo si presentano 5 giocatori per squadra, non soltanto 1!
Senza ombra di dubbio ha anche molti difetti, in particolare una soglia di errore piuttosto elevata nei momenti più importanti e decisivi della partita: in alcune occasioni fa la scelta sbagliata, mentre in altre si ostina a fare tutto da solo. Ma questo è Russel Westbrook, prendere o lasciare! E’ genio e sregolatezza allo stato puro!
Mr. Tripla Doppia è un’atleta di proporzioni immense e non è l’unico nella NBA, ma questa non è una novità in una lega che è tra le più belle e spettacolari del mondo sportivo. I “papabili” al titolo di MVP sono molti e tra tutti c’è chi sta attirando l’attenzione su di sé più degli altri. C’è Harden per esempio, che sta guidando gli Houston Rockets lungo la strada del successo, ci sono gli ormai appartenenti di diritto alla categoria come Lebron James e Kevin Durant che, come al solito, stanno giocando a livelli mostruosi e c’è pure Westbrook, un fenomeno che sta giocando da fenomeno.
Come ho già detto, l’MVP è colui che ti fa alzare dalla sedia e ti lascia a bocca aperta; Westbrook può provocare questi effetti e l’unica precauzione è non sfidarlo troppo, tende a farsi notare senza troppe richieste.
Russel Westbrook è già MVP….ad OKC!

