Dopo una striscia di tre vittorie consecutive gli Oklahoma City Thunder si sono fermati al Target Center dove sono stati sconfitti dai giovani Minnesota Timberwolves. Dopo un ottimo primo tempo nel terzo e nel quarto quarto i Thunder hanno perso il controllo del match e non sono più riusciti a recuperare lo svantaggio. Nonostante il record reciti 24-17 a una sola vittoria di distanza dal quinto posto occupato dagli Utah Jazz è necessario riflettere sulla partita della notte, che ha evidenziato i grandi limiti della squadra di Billy Donovan.
Cosa non ha funzionato? Cosa ha permesso ai Timberwolves di scappare senza più voltarsi indietro? Cosa è mancato agli Oklahoma City Thunder per poter vincere?
Difesa da rivedere
Il problema principale che la sconfitta di Minneapolis ha palesato è stata senza dubbio la difesa. Il risultato finale recita 96 punti concessi a Towns e compagni, un dato che maschera la reale prestazione difensiva della squadra.
Partiamo proprio da uno dei duelli che ha influenzato maggiormente l’esito finale: Karl Anthony Towns contro Steven Adams. La sfida tra i due centri è stata lo snodo cruciale che ha permesso ai T-Wolves di rimanere aggrappati ai Thunder nel primo tempo e di prendere il largo nel secondo. Il Rookie Of The Year dello scorso anno ha letteralmente dominato il centro neozelandese che, durante tutto il corso del match, ha tentato invano di cercare una contromisura al talento sconfinato del dominicano. Towns ha chiuso il match con 29 punti 17 rimbalzi e 3 stoppate tirando con un incredibile 65% dal campo (11/17). Nonostante KAT abbia delle qualità che non si possono negare parte dei meriti della sua performance vanno a Steven Adams. In questa stagione Adams sta giocando in maniera insufficiente in difesa, risultando spesso in ritardo sui lunghi avversari. Un’altro problema del neozelandese sembra essere la scarsa concentrazione e attenzione che ci mette nel marcare gli avversari che spesso riescono a segnare con irrisoria facilità come successo questa notte.
Second unit disastrosa e assenza di personalità
Un’altro grande problema della sconfitta contro Minnesota è stato senza dubbio l’apporto prodotto dalla panchina. L’unico giocatore che ha contribuito in maniera significativa è stato il solito Kanter, con 21 punti sporcati da due soli errori al tiro su dieci tentativi. Il momento cruciale è avvenuto tra la fine del terzo quarto e l’inizio del quarto quarto quando i T-Wolves hanno infilato un parziale di 13 punti a 0 che ha permesso ai ragazzi di Coach Thibodeau di prendere il largo. La colpa principale è da imputare ancora una volta alla difesa disastrosa dei ragazzi della second unit che hanno commesso molti falli inutili che hanno permesso ai Wolves di andare in lunetta con estrema semplicità. L’attacco non ha di certo fatto meglio e in questo caso non si può non puntare il dito contro Victor Oladipo. Con l’assenza di Russell Westbrook che riposava in panchina Donovan ha scelto per alcuni minuti di tenere in campo l’ex Orlando per sopperire alla mancanza del numero #0, ottendendo però l’effetto contrario. Oladipo non è stato capace a guidare la squadra in attacco sbagliando tiri facili e prendendo scelte discutibili. Con il ritorno in campo di Westbrook Oladipo non è riuscito a dare la scossa necessaria per rimontare, preferendo spesso lasciare al compagno il compito da “eroe”. L’aspetto principale che si evince guardando le partite di Oladipo è sicuramente la sua assenza di personalità: spesso la scelta numero 2 del draft del 2013 lascia che siano i compagni a cercarlo e quasi mai prende di sua iniziativa il controllo della manovra.
Il disastroso apporto della second unit però non è esclusivamente da imputare a Victor. Oltre a Kanter nessuno è stato in grado di offrire un buon contributo come testimonia il box score a fine partita. 2 punti e 2 falli per Grant in 20′ di gioco, 0 punti combinati in 14′ da Abrines e Lauvergne così come per Kyle Singler in 6′ di gioco.
Westbrook gravemente insufficiente
Contro i Timberwolves è arrivata la diciannovesima tripla doppia stagionale per Russell Westbrook. Quello di Russell è il più alto numero di triple doppie in stagione dal 1976 e solamente due giocatori nella storia hanno fatto registrare più triple doppie di Westbrook in una stagione: Wilt Chamberlain e Oscar Robertson. Purtroppo però per Russ e i Thunder la tripla doppia non è servita a nulla ai fini del risultato, con la PG che ha giocato una gara largamente sotto le aspettative. A fine primo tempo il tabellino recitava 16 punti con 6/10 dal campo conditi da 7 rimbalzi e 7 assist. Nella ripresa invece la prestazione di Russell è stata parecchio sottotono. Il nativo di Los Angeles ha chiuso con 21 punti frutto di un misero 7/23 dal campo. Gravemente insufficiente da oltre l’arco con solo un canestro mandato a bersaglio su dieci tentativi Westbrook si è intestardito nel forzare conclusioni affrettate e sbagliando anche una tripla aperta che poteva riaprire il match.
Dieci il numero di palle perse finali che costituiscono un record per Westbrook di cui non può certo andare fiero. Infatti Westbrook è l’unico giocatore dalla stagione ’85-86 a concludere più di una partita con una tripla doppia e dieci palle perse.
Al momento gli Oklahoma City Thunder si trovano al settimo posto nella Western Conference in piena lotta con Jazz e Grizzlies per il quinto posto e per poter raggiungere gli obbiettivi prefissati bisognerà senza dubbio dimenticare questa brutta performance e migliorare l’efficienza difensiva, a cominciare dalla sfida di domani contro i Sacramento Kings
