Secondo quanto riportato da Ohm Youngmisuk di ESPN, Ron Adams, assistente allenatore dei Golden State Warriors, ha rifiutato la possibilità di unirsi allo staff di Frank Vogel, neo-allenatore dei Los Angeles Lakers.
Nel mese di giugno, Adrian Wojnarowski di ESPN aveva reso noto che la dirigenza losangelina, dopo aver assunto sia Jason Kidd che Lionel Hollins nello staff di Vogel, chiese e ottenne il permesso di parlare con Adams. All’epoca non era ancora certo livello di interesse di Ron Adams circa un possibile cambio di casacca, pare tuttavia che i Lakers abbiano fatto il possibile, economicamente parlando, per ampliare il loro staff con uno dei pezzi più pregiati dell’intera lega. Restano tuttavia ancora segreti i dettagli di questa offerta.
La carriera in NBA di Adams è iniziata nel 1992 con i San Antonio Spurs, sempre nel ruolo di assistente allenatore. Membro chiave all’interno dello staff di Steve Kerr dal 2014, Adams ha giocato un ruolo fondamentale nei tre titoli vinti dagli Warriors. Youngmisuk ha poi rivelato che il ruolo di Ron Adams verrà ulteriormente rivisto dalla dirigenza.
Prima dell’arrivo a Golden State, Adams era stato capo allenatore dell’università di Fresno State (fino al 1990) e quindi assistente per Milwaukee Bucks, Chicago Bulls, Oklahoma City Thunder e Boston Celtics.
From earlier: Ron Adams opts to stay in Golden State with a revised role after Lakers' received permission and talked to the longtime assistant https://t.co/FvX7uDheZz
— Ohm Youngmisuk (@NotoriousOHM) July 12, 2019



La faccia di chi sa di aver scritto la storia ed aver battuto un record che sembrava inarrivabile. Con la vittoria contro Memphis, i Warriors raggiungono quota 73 vittorie stagionali, superando il primato appartenuto ai Bulls di Jordan. A quella squadra apparteneva Steve Kerr, artefice di quest’altro successo. Però per Golden State la stagione non finì altrettanto bene.
uno dei migliori giocatori che abbiano calcato quel palcoscenico. L’immagine rappresenta il numero 24 gialloviola che saluta per un’ultima volta il pubblico che lo ha amato. Mamba out.
Draymond Green colpisce con un calcio nelle parti basse Steven Adams, mettendolo ko. Questo è solo uno dei quattro flagrant fouls che impediscono al numero 23 dei Warriors di disputare gara-5 delle Finali.
l’anno. La stoppata di LeBron James su Andre Iguodala è rimasta il simbolo del dominio del “Re” sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico e della vittoria dei Cavaliers.
LeBron James abbraccia il suo compagno Kevin Love e scoppia in lacrime sul parquet dell’Oracle Arena. È finalmente il titolo con la sua Cleveland, che desiderava fin da bambino e non era ancora mai arrivato.
(quasi) tutti gli appassionati. KD si schiera dalla parte dei vincenti e lascia da solo Russell Westbrook, che nel frattempo ha preso più saldamente le redini della squadra.
Dwyane Wade cambia aria. Flash approda a Chicago, dove i Bulls, insieme a Butler e all’altro neo-acquisto Rajon Rondo, hanno grandi ambizioni.
La squadra statunitense si mette in posa per quest’immagine dopo aver vinto il terzo oro olimpico consecutivo e il sesto su sette apparizioni dal 1992, l’anno del Dream Team. Sì scontato il trionfo (+30 in finale sulla Serbia), ma il meno scontato tra tutte le sei vittorie, anche a causa di un roster privato di molte stelle.
in una serata da brividi a Springfield. Julius Erving, Bill Russell, Alonzo Mourning e Isiah Thomas presentano i tre ex-giocatori che emozionano il pubblico con i loro
Nell’immagine Kevin Garnett con il pugno sul petto, uno dei suoi gesti tipici. Nel 2016, oltre a Kobe Bryant e Tim Duncan, si ritira anche KG, alla sua maniera, senza un farewell tour o una partita d’addio.
Craig Sager viene sconfitto dalla leucemia. È questa la terribile notizia che sconvolse il mondo dello sport il 15 dicembre. Una tra le icone sportive statunitensi abbandona la lotta iniziata nel 2014 e tutto il mondo si stringe a lui.
da tre punti di Kyrie Irving è diventato “The Shot”, un rifacimento di ciò che decise le Finals diciotto anni prima. Il tiro della guardia dei Cavs è ciò che decise la partita e portò nell’Ohio il titolo mai arrivato prima.


