In qualsiasi occasione ci si trovi nella vita, è sempre, o comunque quasi sempre, questione di ‘balls’; in questi ultimi tempi, negli Stati Uniti, è impazzato un fenomeno Ball, non tanto riferito alla traduzione letterale della parola dall’inglese all’italiano, ma per Lonzo Ball, nuova icona di UCLA (University of California, Los Angeles).
Lonzo, appena 19enne, è nato proprio nello stato della California ed è cresciuto cestisticamente presso la Chino Hills High School, dove si è ritrovato a giocare con i fratelli LiAngelo e LaMelo nella squadra allenata dal padre, Lavar Ball, ex giocatore di football americano.
Un osso duro il buon vecchio Lavar, che ha cresciuto i suoi figli a pane e disciplina: mai un complimento o una soddisfazione per i giovani di casa, guai a chi osava ed osa tutt’ora sedersi sugli allori pensando di essere già arrivato. Per lui esiste soltanto il duro lavoro e la determinazione, mantra imprescindibili per raggiungere un obiettivo. In un certo senso si potrebbe trovare ‘geniale’ la decisione di donare i trofei vinti dai suoi ragazzi, tutto questo per permettere loro di ricercare sempre la forza necessaria per migliorarsi, senza lasciare che una vittoria o un traguardo potesse ostacolare la loro crescita sia a livello personale che a livello agonistico.
Questa filosofia, pur dura che sia, ha portato Lonzo a ricevere la chiamata da parte dell’Università della California, dove hanno fatto di tutto per vederlo tra le file dei Bruins. Di ruolo fa il playmaker, ma a dirla tutta, è un giocatore atipico: è alto 198 cm e sa fare qualsiasi cosa su un campo da basket. La sua caratteristica più importante, però, è una forza mentale fuori dal comune, che nonostante la sua giovanissima età, gli permette di prendere decisioni idonee in brevissimo tempo, ma soprattutto gli permette di essere lucido quando la palla pesa di più, condizione che, solitamente, si acquista con l’esperienza.
Lonzo pare essere già un leader. Incredibile solo pensare una cosa del genere, ma d’altra parte non poteva finire diversamente, visto il vero e proprio addestramento in stile Marine di papà Lavar. Non che tecnicamente sia scarso, anzi. Fisicamente è un mostro, riesce a distribuire assist di altissimo livello e non si lascia mancare effetti speciali, come galleggiare in aria prima di passare la palla; è dotato di un buon tiro, ma buono per quanto riguarda le percentuali di realizzazione, anche se la meccanica di tiro stilisticamente non è delle migliori. C’è da dire che magari non c’è proprio un’assillante necessità di intervenire, visti i risultati. Come se non bastasse, se la cava in fase difensiva mostrando un senso della posizione davvero formidabile. Insomma, Lonzo è in rampa di lancio e, nonostante sia solo al primo anno di college, potrà essere una delle prime scelte al prossimo draft.
Storicamente si sa che essere selezionati tra le prime chiamate non è sinonimo di carriera stellare assicurata, proprio no. Però questo ragazzo non sembra lasciare particolari dubbi. Il talento e la personalità di Lonzo sono un connubio che difficilmente si riescono a ritrovare nelle nuove promesse del mondo dello sport e se a queste uniamo pure il suo completo carnet di fondamentali, diventa una bomba ad orologeria pronta a scoppiare.
Comunque, quello della famiglia Ball non è il primo caso di un successo in ambito sportivo derivante da una super preparazione tecnica e mentale. Il più famoso è quello della famiglia Williams che ha donato al tennis due delle più grandi atlete di tutti i tempi, Serena (in primis) e Venus. Naturalmente, non tutti sono riusciti, riescono e riusciranno ad assicurarsi la gloria e la stessa fortuna degli esempi citati.
Questo concetto dovrebbe essere la prima cosa da insegnare ai bambini nel momento in cui si affacciano per la prima volta allo sport, a qualsiasi sport. Sono queste le storie che fanno appassionare i tifosi, che li fanno emozionare e sognare. Non c’è che dire….E’ tutta questione di Ball!

